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Coronavirus, ricoveri in crescita: verso il giallo 6 regioni, Bolzano già da lunedì

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Coronavirus, ricoveri in crescita: verso il giallo 6 regioni, Bolzano già da lunedì. Lo scrive Francesco Malfetano in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Continua la corsa dei contagi in Italia. E, inevitabilmente, prosegue anche il graduale passaggio delle Regioni in zona gialla. L’Alto Adige infatti raggiungerà, in quella che è considerata la prima fascia di rischio, il Friuli-Venezia Giulia a partire da lunedì. A rivelarlo, come al solito, gli indicatori decisionali che sono stati esaminati durante la cabina di regia del ministero della Salute e presentati, nel pomeriggio, nella consueta conferenza stampa del venerdì. «Abbiamo una continua crescita dei casi sintomatici e delle ospedalizzazioni» ha spiegato non a caso Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), rimarcando come nell’ultima settimana siano aumentate di un punto percentuale a livello nazionale sia il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti ordinari che quelli delle terapie intensive. Non solo. Anche se nel periodo dal 10 al 23 novembre si è registrato un lieve calo dell’Rt medio calcolato sui casi sintomatici (oggi è pari a 1,20 ma la soglia di controllo è 1), di contro l’Iss ha rimarcato il forte aumento dell’incidenza (passata da 155 per 100mila abitanti nell’ultima settimana, contro 125 di quella precedente) e del numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: sono 30.966 contro i 23.971 della settimana precedente. Un dato che indica un sistema di tracciamento dei contagi in difficoltà. Tant’è che la percentuale dei casi rilevati attraverso il tracing ha subito una lieve diminuzione (33% rispetto al 34% della scorsa settimana). In altri termini, per ora la situazione è ancora sotto controllo nonostante i 17.030 casi registrati ieri e i 74 morti (contro i 13.686 dello stesso giorno della settimana scorsa). «Anche l’Italia ha un curva in crescita sia pure in maniera più contenuta rispetto ad altri Pesi Ue – ha aggiunto Brusaferro – La crescita è soprattutto nel nord est del Paese e le fasce di età più colpite sono quelle sotto i 20 anni». Proprio quest’ultimo è un altro dato significativo emerso dal monitoraggio della settimana, che evidenzia la necessità non solo di monitorare accuratamente le scuole ma anche di vaccinare al più presto i bambini. La campagna pediatrica tra i 5 e gli 11 anni del resto, è ormai sul punto di partire, dopo l’ok dell’Agenzia italiana del farmaco arrivato in settimana infatti, muoverà i primi passi tra circa dieci giorni.

LE REGIONI Intanto, come detto, l’Alto Adige è ormai sicuro di finire in zona gialla con terapie intensive piene al 12% e reparti di area medica al 20% (le soglie per il passaggio sono pari al 10% e al 15%), oltre ad un’incidenza di 615 casi per 100mila abitanti. In realtà però la Provincia autonoma di Bolzano ha già anticipato le misure da un paio di settimane, il passaggio sarà poco più di una formalità. Per quanto riguarda gli altri territori a rischio invece, difficilmente ci saranno altri passaggi prima del 13 dicembre, la data da tenere sott’occhio infatti è il 20. Visto il trend la più a rischio è la Lombardia. Se continuerà la crescita lineare dell’occupazione nei reparti ordinari (al momento il livello è pari a circa 13,5%) e nelle terapie intensive (circa 7%) «si prevede che la Lombardia dovrebbe avere i numeri da zona gialla tra 7-10 giorni» spiega il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Più dietro la Calabria (posti letto ordinari al 13% e rianimazioni al 9%), il Lazio (11% e 10%), il Veneto (9% e 10%) e le Marche (9% e 11%). Rischia anche la Campania. Tuttavia bisogna ricordare che il passaggio in giallo, grazie al Super Green pass, è decisamente meno traumatico di un tempo (almeno per i vaccinati, meno a rischio), prevedendo di fatto solo l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Inoltre, come ha spiegato sempre Brusaferro, a questo punto lo scorso anno «avevamo Regioni con misure restrittive di circolazione. Oggi abbiamo risultati maggiori con mobilità molto più alta rispetto lo scorso anno».

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