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Coronavirus, De Luca: «Ne usciremo usando ragione e responsabilità» segui la diretta

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Coronavirus, De Luca: «Ne usciremo usando ragione e responsabilità». Anche oggi, 24 dicembre 2021, come oramai usuale per ogni venerdì dall’inizio della pandemia, alle 14.45 il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, durante la diretta settimanale per gli ultimi dati sul virus, ha fatto il punto della situazione sugli ultimi dati relativi ai contagi, sulla diffusione della variante Omicron, sulla campagna vaccinale e sulle misure per il contenimento della pandemia durante il periodo delle festività natalizie.

«Ci incontriamo anche oggi ma solo per farci gli auguri di buone feste in un momento particolarmente difficile, e per condividere i sentimenti di queste ore, di questi giorni – ha esordito De Luca, salutando i cittadini -. In primo luogo voglio trasmettervi un messaggio di speranza e fiducia. Ne usciremo. Stiamo vivendo anche questo Natale nel segno di Covid e preoccupazioni ma ne usciremo. La variante omicron è aggressiva, anche io conosco decine di persone contagiate. Ai miei concittadini voglio dire che dobbiamo fare leva su due punti di forza che abbiamo, ragione e responsabilità. Il primo, la ragione: evitare di cadere in angoscia o essere travolti dalle paure. La ragione oggi ci dice soprattutto due cose. La prima è che chi si vaccina, anche se si contagia, 99 volte su 100 evita le forme più gravi della malattia. Parliamo sulla base di dati di fatto, di dati dell’Asl. La ragione poi ci dice che quelli che temevamo inizialmente potessero essere effetti collaterali della vaccinazione non ci sono. Questi due dati vanno valorizzati, devono persuaderci a completare la campagna di vaccinazione. Dobbiamo poi fare leva su un secondo punto di forza, che è la responsabilità – ha proseguito il numero uno di Palazzo Santa Lucia – In questi mesi nel dibattito pubblico si è diffusa una concezione della democrazia sbagliata, come diritto del singolo di fare ciò che più gli piace. Ma questa non è democrazia, è caos. Nessun sistema democratico sopravvive senza responsabilità: avere nelle mani il proprio destino sì, ma anche quello dei familiari, della comunità in cui si vive. Se vediamo che sta esplodendo il contagio, nessuna persona responsabile può comportarsi come se non ci fosse. Dobbiamo evitare le feste, in emergenza le cose non essenziali vanno eliminate, ci si fa male».

«Abbiamo pagato in questi mesi un orientamento del Governo italiano che tende ad approvare sempre mezze misure, a perdere tempo. Ancora oggi il Governo ha preso delle decisioni significative ma probabilmente al di sotto delle necessità. A fine novembre il Governo ha preso alcune decisioni, ma poi ha stabilito che quelle decisioni diventavano operative a metà dicembre. Decidiamo a fine novembre, e poi aspettiamo altri 15 giorni per rendere effettive queste decisioni, cioè l’obbligo della terza dose per il personale sanitario e per il personale scolastico, l’obbligatorietà del vaccino per le forze dell’ordine – ha detto il governatore -. Qual è la ragione per la quale perdiamo 15 giorni di tempo, determinando poi un affollamento ulteriore a dicembre sui centri vaccinali? Anche questa è una malattia di cui non ci liberiamo in Italia, è incredibile. Così facendo, settimana dopo settimana, stiamo bruciando quel mese di vantaggio che avevamo rispetto ad altri Paesi d’Europa. Mentre in Olanda, che ci sia Natale o Capodanno di mezzo, si chiude se la priorità è la salute dei cittadini, e così l’Austria, la Germania dove si chiudono gli stadi al pubblico, in Italia dobbiamo sempre procedere con mezze misure che producono l’unico risultato di farci perdere tempo e di farci perdere il vantaggio che avevamo rispetto ad altri Paesi. Siamo quasi organicamente incapaci di fare la prevenzione, cioè di prendere decisioni difficili prima che il problema esploda».

«La qualità della comunicazione istituzionale del Governo sul Covid e sulle vaccinazioni è stata pessima e ancora oggi è sconcertante – ha continuato De Luca -. Ancora oggi sui vaccini e sul Covid parlano troppe persone quotidianamente, e non mi riferisco tanto alle trasmissioni televisive che hanno dato il peggio di sé in questi mesi nel creare confusione e accapigliamenti solo per aumentare gli ascolti. Abbiamo il responsabile dell’Istituto superiore di sanità, poi abbiamo il responsabile del Comitato tecnico-scientifico, poi abbiamo il consulente del ministro della Salute, poi il consulente del commissario al Covid, poi abbiamo l’Ema, poi l’Aifa, a tutti questi si aggiungono decine di virologi e infettivologi, e poi elementi di ogni origine e qualità: giornalisti, pseudo intellettuali, storici, filosofi, parcheggiatori abusivi. Tutti a parlare. Il clima di confusione che si è creato in Italia e che è stato pagato dalle famiglie e dai cittadini normali è stato impensabile, inimmaginabile. Lancio una proposta al Governo: decida il Governo di parlare una volta alla settimana e di emettere un comunicato semplice e stringato da mettere sul sito del Ministero della Salute. Una volta alla settimana parlano il delegato del ministro della Salute responsabile della prevenzione e, siccome oggi la questione più delicata è la vaccinazione dei bambini, parlano il primario di Pediatria del Bambino Gesù e la presidente della Società di Pediatria. Tre persone che ogni settimana parlano e pubblicano un comunicato dando informazioni sulle cose principali. Possiamo avere questa soddisfazione di avere una volta alla settimana tre persone qualificate che parlano, trasmettono informazione ai cittadini e danno serenità? Vediamo se riusciamo ad avere almeno questo risultato che non è difficilissimo da ottenere».

Per quanto riguarda la variante Omicron il presidente della Campania afferma che «sarebbe arrivata comunque, i Paesi non sono sigillati, ma i comportamenti irresponsabili determinano un incremento e una crescita drammatica del contagio. Bisogna essere responsabili. Se esplode il contagio nessuna persona responsabile può comportarsi come se il contagio non ci fosse. Ho denunciato in queste ore l’episodio di un comune della Campania nel quale si sono fatte feste e festini nelle scuole, fuori le scuole, feste da ballo con giovani e adulti, feste di laurea e di compleanno. Come si fa a non capire che i comportamenti devono essere radicalmente cambiati quando c’è una situazione di pericolo? C’è bisogno che sia il presidente della Regione a fare l’ordinanza per dire che non bisogna vendere alcolici al di fuori dei locali e consumarli davanti ai locali facendo assembramento? Che non bisogna fare le feste di compleanno o di laurea, il più delle volte con ragazzi che perdono i freni inibitori? E i papà e le mamme vogliono capire che devono essere un freno e un richiamo alla responsabilità per i ragazzi? Puoi capire che un ragazzo di 17 o 18 anni può perdere la testa, ma non la può perdere il padre».

«Correggo un’informazione falsa che ho visto circolare. I pazienti che in Campania devono avere interventi urgenti li hanno sempre avuti e continueranno ad averli. Se una donna deve avere un intervento di tumore al seno lo ha tranquillamente. Ho sentito qualche trasmissione nella quale si diceva che si procrastina: qui non si procrastina niente. Quando si chiude qualche reparto, si parla sempre di reparti per i quali si possono programmare nel tempo le visite o gli interventi, ma gli interventi urgenti nel campo oncologico o cardiaco vengono garantiti sempre anche quando c’è il picco del Covid».

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