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C’era una volta un paese straordinario di nome Salento, dove accadeva di tutto

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C’era una volta un paese straordinario di nome Salento, dove accadeva di tutto.

Angelo D’Aiuto, nel 1750, aveva due figlie suore: suor Maria Deomira del Verbo Incarnato e suor Giuliana del Gesù. Raffaele De Marco nell’Ottocento chiamò la figlia Isoletta Straniera e pare ci fosse un frantoio a vapore a Capo D’Aiuti.

Dalla pagina Facebook di Fdm- Durante la festa di Santa Barbara, nel mese di maggio, mettevano in scena la famosa “Vita” della santa, ma indovinate chi fece Barbara nel 1931? Giuseppe Ambrosano! Salento sfiorò più volte i 30 ecclesiastici nel Settecento, ma Don Pietro Crisci, predicatore di Ogliastro, ebbe un’amara sorpresa. Il nostro Comune non lo pagò nel 1835, perchè “aveva buttato il sangue” sull’altare e gli chiese addirittura le spese per il servizio medico. Quando Cristoforo Colombo era ancora un garzoncello, nel 1475, si laureò il primo avvocato a Salento, un certo don Cesare Scarpa, che non trovando gente del suo rango nel nostro paese, si sposò a Porcili (Stella Cilento) con una baronessa. Mio zio, scusate se vado di palo in frasca, primo sindaco senza don, fece la prima raccomandazione della Repubblica. Fece intervenire a favore di un suo elettore, nel 1947, un deputato dell’Assemblea Costituente. Nel Settecento nacque a Salento il sacerdote Marcello Scarpa, il quale svolse ben 4 mestieri: avvocato, protonotario apostolico, professore di Teologia e Vice Vescovo di Squillace. A proposito di mestieri, un Mastrogiovanni faceva il confettiere nell’Ottocento e uno Squilla il caporale giubilato, nel Settecento. Nell’Ottocento un altro Marcello Scarpa frequentò a Londra Giuseppe Mazzini e aiutò, non so come, Carlo Pisacane. Metto nell’elenco dei famosi anche il medico sacerdote don Pasquale Scarpa nel Settecento e il gesuita pentito, don Ciccio Scarpa, nell’Ottocento, mio vicino di casa, che fu amico e confessore di Giacomo Leopardi. Ci fu anche Rosario Rizzo nel 1848, contadino decapitato in piazza per una falsa accusa e don Mariano De Marco, primo sindaco di Salento, che tenne per sè e per i suoi consiglieri tutte le terre demaniali che dovevano essere assegnate ai bisognosi. Concludo con i pellegrinaggi. Il clero di Salento, dotato sicuramente d’inventiva, approfittando del fatto che Salento veniva chiamata anche Saletta due secoli fa, si procurò una statua di Nostra Signora de La Salette, apparsa in Francia, e promosse pellegrinaggi a Salento nella Chiesa di Santa Barbara negli anni Cinquanta dell’Ottocento. Il caso o Nostro Signore volle che una seconda apparizione a Lourdes nel 1858, più famosa e conosciuta della prima, guastasse la festa ai Salentini.

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