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Cava de’ Tirreni, “Quota 100” prosciuga Palazzo di Città: di qui a giugno il Comune perderà altre 23 unità

Cava de’ Tirreni, “Quota 100” prosciuga Palazzo di Città: di qui a giugno il Comune perderà altre 23 unità. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Il Comune si prepara ad affrontare una nuova emorragia di personale: programmati entro il prossimo mese di giugno, infatti, altri 12 congedi per pensionamento che metteranno ulteriormente in difficoltà le attività di Palazzo di Città, già segnate dalla carenza di dipendenti a fronte dell’impossibilità (considerata anche le difficoltà di cassa emersa dagli ultimi rendiconti di bilancio) di espletare le procedure concorsuali indette tre anni fa. Nessun ricambio generazionale, quindi, tra gli uffici comunali mentre il sindaco Vincenzo Servalli , fortemente convinto del fatto che il vero problema sia di natura qualitativa più che quantitativa, sta lavorando a una diversa riorganizzazione e ridistribuzione del personale.

Il primo cittadino, infatti, ha più volte ribadito che le difficoltà lavorative in Comune sono da attribuire ad uno squilibrio nell’impiego del personale attualmente in forza anziché ad un’effettiva carenza di risorse umane. Sta di fatto che nei giorni scorsi si è provveduto a ratificare i nuovi collocamenti a riposto programmati per i mesi di maggio e giugno 2022, in totale 12, che vanno ad aggiungersi a quelli già previsti per i primi mesi del nuovo anno. In totale, nell’arco della prima metà del 2022, il Comune dovrà fare a meno di ben 23 tra dipendenti, funzionari e quanti andranno in pensione anticipata con “Quota 100”. Sono quattro, infatti, i congedi di gennaio, quattro a febbraio, tre a marzo, due ad aprile, ben nove a maggio e uno soltanto, per ora, a giugno. Circostanze, queste, che ad ogni modo contribuiscono a rendere ancor più teso il clima a Palazzo di Città considerata la vertenza in corso – di cui, ad oggi, non si hanno ancora riscontri da parte dell’amministrazione comunale – e dello stato di agitazione proclamato dalle sigle sindacali a seguito delle difficoltà operative riscontrate dai dipendenti e dalle inadempienze contrattuali evidenziate già da mesi.

Sul tavolo il mancato versamento dei cosiddetti istituti contrattuali accessori al regolare stipendio relativi al 2020, ossia le somme che ciascun dipendente matura per prestazioni ulteriori, extra rispetto al salario ordinario. Un malcontento che covava sotto la cenere da tempo, alimentato da riunioni infruttuose con i vertici amministrativi di Palazzo di Città e che ha trovato riscontro, appena 20 giorni fa, in una dura lettera che i rappresentanti sindacali Ornella Zito (Cgil), Miro Amatruda (Cisl), Filomena D’Aniello (Uil) e Angelo Rispoli (Csa) avevano inoltrato al sindaco Servalli, al segretario generale Monica Siani e anche al prefetto di Salerno, Francesco Russo , per far luce una volta per tutte sulla questione. Nella missiva venivano elencati tutti gli istituti contrattuali accessori non corrisposti, tra cui le indennità legate alle performance individuale e collettiva, l’indennità di risultato per i titolari di posizione organizzativa e quella per i dirigenti, gli incentivi tecnici e l’Avvocatura, il potenziamento dei servizi, l’indennità per quello esterno e quella di pubblica sicurezza per la polizia municipale.

Il problema è sempre di natura economico-finanziaria: le esigue disponibilità di cassa di Palazzo di Città non permettono, ad oggi, di soddisfare le legittime richieste dei dipendenti comunali e la battaglia intrapresa dalle organizzazioni sindacali si protrarrà a lungo, profilando all’orizzonte scioperi e manifestazioni di protesta.

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