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Cava de’ Tirreni: lavori “salva-Statale”, paga la Regione

Cava de’ Tirreni: lavori “salva-Statale”, paga la Regione. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Ci sono voluti quasi nove anni e tre amministrazioni per dirimere la controversia legale tra il Comune e la Regione relativamente al pagamento delle somme necessarie a coprire la quarta tranche di lavori che hanno interessato i primi interventi di decongestionamento del traffico veicolare sull’ex Statale 18 all’altezza del trincerone ferroviario. Con una sentenza emessa nei giorni scorsi dai giudici della seconda sezione del Consiglio di Stato è stato confermato, infatti, che toccherà a Palazzo Santa Lucia corrispondere i 3,6 milioni di euro (oltre agli interessi per ritardato pagamento) relativi alla quarta rata dei lavori di decongestionamento dell’ex Statale. Il contenzioso si è trascinato fin dal 2014, quando la giunta regionale, allora presieduta da Stefano Caldoro , si era opposta e aveva presentato ricorso al Tar alla luce del decreto ingiuntivo emesso nel dicembre 2013 e relativo al pagamento, a favore dell’amministrazione cavese guidata del sindaco Marco Galdi , della somma necessaria all’estensione dei debiti nei confronti della ditta che aveva avviato i lavori sulla base della convenzione già sottoscritta nel 1990.

In realtà era stato il Comune ad anticipare i 3,6 milioni di euro senza che, negli anni, la Regione avesse mai provveduto ad estinguere il debito tra le amministrazioni. Così, quindi, la questione è finita in tribunale e anche il Consiglio di Stato come aveva già fatto il Tar – ha respinto il ricorso della Regione e sancito la legittimità delle pretese economiche avanzate da Cava de’ Tirreni, confermando che, negli anni, «nessuna nuova normativa ha inciso, sotto alcun profilo, sul regime di scadenza dei crediti, i quali, quando già (come nella specie) scaduti, non avrebbero perciò perso la loro esigibilità e, con essa, la possibilità di essere attivati, in caso di mancato adempimento, attraverso la procedura monitoria».

Risolta l’annosa questione, ora si potrà andare avanti con le altre procedure relative al prolungamento dei lavori, considerato che oggetto del contenzioso era solo una parte del più ampio piano di decongestionamento dell’ex Statale 18, avviato ben 40 anni fa, e che solo di recente ha visto il completamento della prima parte con l’apertura delle rampe a san Francesco, del sottovia veicolare di corso Principe Amedeo e dei parcheggi interrati del trincerone ferroviario. In cantiere c’è poi la progettazione di altri due lotti, quello che da via Atenolfi dovrà condurre a via dei Fabbri e il tratto successivo da via dei Fabbri fino a via Santoriello per il congiungimento con la strada provinciale Randino. Il costo previsto è di ben 67 milioni di euro che proprio la Regione Campania, in più occasioni, si è detta disposta a coprire. Era stato lo stesso presidente Vincenzo De Luca , nel 2017 ad assumersi l’impegno a reperire le risorse necessarie inserendo l’intervento tra i dieci progetti strategici regionali nella prossima programmazione dei fondi europei. Più di recente, invece, è stato il consigliere regionale e presidente della commissione Urbanistica, Lavori pubblici e Trasporti, Luca Cascone , ad assicurare che si procede in tal senso. «Chiunque – ha detto Cascone nel corso della riunione della commissione regionale riunitasi la scorsa settimana – conosce l’impatto che l’opera ha avuto sulla città può avere la percezione di cosa significherà portarla avanti fino in prossimità dei caselli autostradali».

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