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Cava de’ Tirreni. Anziani in fila per ore, ma invano: le fiale non bastano

Cava de’ Tirreni. Anziani in fila per ore, ma invano: le fiale non bastano. Ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Centri vaccinazione nel caos a Cava de’ Tirreni: Anziano e soggetti fragili, tra cui molti invalidi, costretti ad attendere anche tre ore al freddo per poi sentirsi dire, solo dopo forti insistenze, che le dosi di Pfizer sono finite. In città la terza dose è diventata una vera e propria odissea perché la parola d’ordine è disorganizzazione e soprattutto la totale anarchia: nessun criterio per prenotare la vaccinazione, nessun criterio per dare priorità alle fasce deboli. In pratica una baraonda che ha come conseguenza liti e discussioni tra gli utenti. Nei giorni scorsi diverse le denunce per disservizi e disagi. In molti hanno segnalato che pur avendo la priorità per patologie o età non sono riusciti a vaccinarsi perché sono saltate fuori anche liste di prenotazione, stilate prima dell’apertura dei centri vaccinali. E così è accaduto al centro di Santa Lucia dove era in programma la somministrazione del vaccino Pfizer e Moderna. «L’apertura è prevista alle 9 del mattino – racconta una signora – sono arrivata alle 8 con mia madre e mio padre, ultraottantenni ed invalidi con problemi di deambulazione. Per loro è consigliato Pfizer. Mi avvicino agli addetti per chiedere informazioni. Non c’è una fila, ma un assembramento di persone davanti alla porta». Le dosi di Pfizer al centro di vaccinazione arrivano alle 10. «Sono le 8 e ci sono una cinquantina di persone, ma salta fuori una lista di prenotazione. Un centinaio. Più volte chiedo quando e chi ha fatto quella lista, ma nessuno mi risponde. Mi dicono sono venuti prima, ma quanto prima? A loro viene assegnato il numerino. Solo dopo diverse insistenze e spintoni riesco a farmi dare un foglio per mettermi in lista, anche se io come altre persone come non abbiamo diritto neppure al numero, dobbiamo solo aspettare. Tutto questo al freddo con i miei genitori in auto». Passano altre due ore: «Iniziano le vaccinazioni con Pfizer. Aspettiamo che ci diano il numero. Mi viene un sospetto e chiedo perché ancora non abbiamo avuto il numero. Ci dicono che non si sa se ci sono le dosi necessarie. Solo dopo altro tempo chiedo se si può verificare il numero di vaccini disponibili per sapere se è giusto aspettare o inutile visto che le fiale per noi non ci sono. Arriva così la sentenza: non abbiamo il numero perché non ci sono più vaccini. Molte dosi sono state dirottate a Nocera e Castiglione». Stesso o, comunque, simile al centro di vaccinazione di San Francesco. Tre ore di attesa al freddo, discussioni, niente terza dose, ma soprattutto una domanda senza ancora una risposta: come e cosa si deve fare per avere il richiamo Pfizer. L’appello è vaccinarsi, ma come?

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