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Ansia in Penisola Sorrentina, i contagi frenano le prenotazioni: «Puntiamo sul last minute»

Ansia in Penisola Sorrentina, i contagi frenano le prenotazioni: «Puntiamo sul last minute». Ne parla Massimiliano D’Esposito in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

La corsa dei contagi frena le prenotazioni per le vacanze. In pochi giorni gli operatori turistici di Sorrento sono passati dall’ottimismo all’incertezza, e sperano nel pienone grazie alle partenze dell’ultimo minuto. E come avviene di solito il termometro dell’industria turistica della penisola consente anche di misurare l’andamento dei flussi a livello regionale.

LAST MINUTE I dati sono in chiaroscuro. Al momento la bilancia delle richieste è estremamente altalenante e oscilla in ragione della curva epidemiologica. «Fino a quindici giorni fa il trend era decisamente positivo – chiarisce l’albergatore e tour operator Gino Acampora, titolare dell’omonima agenzia – poi abbiamo registrato un sostanziale rallentamento dovuto ai timori relativi a possibili cambi di colore delle regioni».
Dello stesso avviso un altro dei principali agenti di viaggio della costiera, Paolo Durante della Ovest, il quale conferma che «le prenotazioni per Natale e Capodanno sono andate benissimo, ma ora temiamo le cancellazioni». Per gli addetti ai lavori tutto dipende dalle variazioni dell’incidenza del Covid-19 nei prossimi giorni. «Come già accaduto in estate, dovremo puntare molto sul last minute – confida Acampora -. C’è voglia di viaggiare e questo segnale lo abbiamo colto chiaramente nelle scorse settimane, ma i turisti vogliono anche garanzie dal punto di vista sanitario. Magari aspetteranno l’ultimo momento limitandosi a qualche weekend».
Gli operatori attendono notizie tranquillizzanti dal governo e dalle Regioni, soprattutto in merito al rischio di cambi di colore con la conseguente introduzione di maggiori restrizioni. «Da parte nostra – spiega Acampora – assicuriamo la massima flessibilità. Rimborseremo quanto versato nel caso il soggiorno salti per ragioni legate alla diffusione del virus». Situazione che si complica ancora di più per chi viene dall’estero. «Per Natale e Capodanno – aggiunge il tour operator – in genere si spostano soprattutto gli italiani, anche se non mancano stranieri ansiosi di scoprire le nostre tradizioni. Anzi, devo fare i complimenti all’amministrazione comunale di Sorrento perché ha realizzato un cartellone di eventi molto interessante».

LE ATTRAZIONI Il riferimento è alla rassegna «M’Illumino d’Inverno» che sta già riscuotendo un consistente successo, portando in Costiera migliaia di persone grazie all’accensione delle luminarie artistiche, agli eventi delle Giornate professionali di Cinema, ma anche grazie a Chocoland, la fiera dell’artigianato dolciario con espositori provenienti da tutta Italia, oppure ai mercatini natalizi e alla mostra delle opere in terracotta del maestro Marcello Aversa allestiti a Villa Fiorentino dalla Fondazione Sorrento. E si continua per tutte le feste con le casette in legno di piazza Veniero che accolgono artigiani ed aziende locali che espongono e vendono le loro produzioni, il Sorrento Jazz Festival che presenta, tra gli altri, artisti del calibro di Mario Biondi, Neri per Caso e Maurizio Casagrande, i concerti e gli spettacoli di fuochi pirotecnici in occasione del Capodanno.
Manifestazioni di rilievo che, come evidenzia Paolo Durante, «sono state associate ad una valida campagna pubblicitaria resa più incisiva attraverso le immagini di Sorrento apparse in estate nei principali scali aeroportuali d’Italia oltre che in quello internazionale di Monaco di Baviera e sui tipici bus a due piani di Londra». Attività di promozione che potrebbe dare i propri benefici soprattutto per la prossima stagione. «Abbiamo già molte prenotazioni per il 2022 – sottolinea Gino Acampora – ovviamente tutto dipende dall’evoluzione della pandemia». «L’Italia in fin dei conti è messa abbastanza bene sul fronte epidemiologico – conclude Paolo Durante – al contrario dei Paesi esteri che rappresentano il nostro principale mercato come Regno Unito e Germania. Per noi che operiamo principalmente in queste aree il boom dei contagi si traduce nel blocco delle richieste, scese da 200 al giorno a non più di 4 o 5. Dobbiamo sperare nell’effetto dei vaccini e nella loro capillare diffusione nel più breve tempo possibile».

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