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Voragine a Sant’Agnello, Antonino De Angelis: “Preoccupante per Ospedale Unico”

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Nei giorni scorsi tutta la penisola sorrentina è rimasta attonita dinanzi all’enorme voragine che si è aperta in Piazza Municipio, a Sant’Agnello. Non sono mancate critiche da parte dei cittadini, anche in funzione della realizzazione dell’ospedale unico della Penisola sorrentina. A tal proposito è intervenuto Antonino De Angelis, con il post di seguito.

Noto una certa confusione nel Web a proposito dello sprofondamento. C’è chi indica la distanza dalla voragine a circa 500 metri (in realtà sono appena 100 metri) dal progettato ospedale. Chi addirittura la colloca in un’altra zona che nulla a che fare con il progettato nosocomio. Ognuno dice quello che vuole, spesso a sproposito

Allora è meglio FARE CHIAREZZA almeno sullo stato dei luoghi.

Su questa mappa antica ho indicato alcuni dati affinché i miei concittadini se ne possono fare un’idea.

== Intanto si nota lo sviluppo dei rivoli quando il centro urbano non si era ancora formato e i rivoli (San Filippo e Viale di Pini), come si vede, formano un unico sistema idrografico, giustamente classificato ad “alto rischio idrogeologico” dagli enti di tutela.

== Del tratto del rivolo S.Filippo, che confluisce con il Vallone Croce all’ingresso dell’ospedale Lauro indicato con A-B (colmato nei primi anni del Novecento), su cui si è APERTA LA VORAGINE, non è nota la consistenza dell’intero condotto sotterraneo e il suo stato attuale. Non si conosce l’entità delle caverne sotterranee, così come non si conoscono (a 40 mt.) quelle sotto la via Aniello Balsamo, il viale di accesso al nuovo Ospedale Unico.

== Indagini svolte 40 anni fa per determinare la funzionalità del tratto S.Filippo (A-B) condotte con l’uso dei coloranti non diedero esito positivo giacché la massa d’acqua immessa a monte si disperse lungo il tracciato.

== Sarebbe interessante leggere gli esiti e le relazioni relative ad analoga voragine apertasi in passato nello stesso posto.

La conoscenza dello stato dei luoghi e la lunga esperienza circa gli innumerevoli franamenti patiti durante gli ultimi cinquant’anni dovrebbe sconsigliare di ascrivere questo tipo di evento alla solita calamità naturale o alla più banale perdita delle tubazioni idriche. Il vero problema è la fragilità endemica del sottosuolo lungo il percorso dei rivoli da Piazza Matteotti al Golfo del Pecoriello.

Penso inoltre che l’evento, così come fortunatamente si è manifestato senza vittime, non sia stato inutile e che possa servire come “esercitazione simulata” (anche se simulata non è) in rapporto al “gioiello” di De Luca in via di esecuzione: l’Ospedale Unico del comprensorio sorrentino.

Come si fa nelle esercitazioni fingiamo che l’Ospedale sia stato già costruito, con tutte le sue meraviglie, efficienti e funzionanti, con tutti i medici promossi e felici di lavorare a Sorrento.

Bene, questa voragine (la trentesima?) che è strettamente legata al Viale dei Pini, ha prodotto indicazioni concrete e preoccupanti; infatti come primo provvedimento, per la tutela dei cittadini, il sindaco di Sant’Agnello, con le procedure di urgenza ha provveduto giustamente ad evacuare la zona e chiudere la via Aniello Balsamo, cioè l’accesso al novello Ospedale Unico. Per fortuna questo mega edificio non c’è ancora ma la chiusura della strada c’è e purtroppo non è finta come nelle “esercitazioni”. Se ci fosse stato veramente sarebbe rimasto inaccessibile.

Chi oggi, a tutti i livelli, dopo questo ennesimo campanello d’allarme, continua a fingere di non vedere e si ostina a sostenere quello sciagurato progetto si sta assumendo una gravissima responsabilità di cui dovrà rispondere davanti ai cittadini.

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