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Una storia dei giorni nostri…

Quella che raccontiamo oggi è una amara vicenda che ha visto coinvolto un anziano pensionato di Roma. Una assurda avventura che potrebbe benissimo capitare a ciascun cittadino residente in questo  “strano” Paese che è diventato l’Italia degli anni duemila.

La persona coinvolta (un anziano signore di 86 anni,cardiopatico e senza figli, ex funzionario di un’azienda pubblica),in quella che a tutti gli effetti si presenta come una paradossale vicenda,  il mese scorso si era dovuto allontanare dall’appartamento di sua proprietà, sito in via Pasquale Del Giudice nel quartiere romano Don Bosco,per alcuni accertamenti clinici. La sera del 13 ottobre l’uomo riceve una telefonata dall’amministratore di condominio che lo avvertiva che alcuni inquilini dello stabile avevano sentito degli strani rumori provenienti dal suo appartamento. L’anziano, pensando che i ladri fossero scappati perché scoperti, non aveva allertato nell’immediato la polizia e aveva pensato di andare il giorno dopo a casa a controllare.
L’indomani, il 14 ottobre verso le 11.30,da quanto risulta dalla denuncia presentata in seguito, l’anziano si recava a casa per verificare cosa in realtà fosse successo. Provando ad inserire le chiavi nella toppa della serratura constatava con grande sorpresa che non era più funzionante. Dopo aver notato l’evidente danneggiamento della porta l’anziano deduceva
che, a sua insaputa, era stata sostituita la serratura. Avendo paura di trovare ancora qualcuno all’interno,l’ottantaseienne immediatamente si è recato presso l’Ufficio di Polizia più vicino per chiedere un immediato intervento. La Polizia gli consigliava di tornare a casa sua,ossia sul pianerottolo e chiamare il numero di emergenza e aspettare l’arrivo di una pattuglia. Dopo l’arrivo immediato dei Carabinieri, si constatava il cambio della serratura e che l’appartamento, visto anche alcuni indumenti stesi ad asciugare sul terrazzino,effettivamente era occupato da qualcuno.
Constatato l’impossibilità di entrare nell’abitazione, i militari hanno suonato il campanello, dopo breve tempo compariva sull’uscio di casa una donna del tutto sconosciuta all’anziano padrone di casa. La donna dal cognome,probabilmente rom, con tanto di figlia e cane,accettava di fare entrare i Carabinieri.I quali dopo un sopralluogo accertavano che tutti i suoi effetti personali erano ancora in casa.Tuttavia la signora  non veniva immediatamente sfrattata ed all’anziano proprietrio gli veniva negato l’accesso a  quella che fino all’ora era casa sua.I Carabinieri hanno infatti spiegato alla povera vittima che non vi era un furto in corso e quindi era impossibile per loro procedere allo sfratto forzato. Sarebbe dovuto intervenire un giudice per dare l’ordine. Infatti, l’occupazione abusiva prevede solo una denuncia in stato di libertà. In poche parole, l’anziano si è trovato
sfrattato da casa sua da una donna che adesso poteva tranquillamente utilizzare i suoi arredi, i suoi elettrodomestici e ammirare perfino i suoi quadri appesi alle pareti. Una vera disfatta per l’anziano, convinto che l’intervento delle Forze dell’Ordine avesse poi messo fine a quella che a tutti gli effetti si presentava essere una insensata e paradossale situazione. Infatti nella denuncia l’anziano evidenza che i militari, con suo immenso stupore, forse anche per evitare problemi di ordine pubblico, lo invitavano ad allontanarsi dalla sua abitazione, nonostante avesse rappresentato loro che viveva e aveva sempre vissuto in quell’appartamento. Quindi costretto ad anadare via mentre quella donna è rimasta dentro casa senza che si potesse fare nulla. Tra l’altro, come l’anziano ha spiegato, all’interno dell’abitazione vi erano anche tutti i documenti sanitari, che per lui erano indispensabili, oltre alle medicine salvavita e a tanti beni di valore. Senza contare la decina di quadri d’autore, i libri rari, una collezione di monete, un’altra di accendini d’oro, e poi orologi,vestiti e scarpe di marca.Ciò nonostante all’uomo non restava che andarsene  e lasciare la sua abitazione nelle mani di una sconosciuta. Fortunatamente l’86enne trovava ospitalità presso un fratello, in attesa dei provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria in seguito alla denuncia sporta. Nel frattempo il legale che assiste il pensionato si impegnava immediatamente a sbloccare la situazione in tempi brevi. Secondo l’avvocato “l‘impossibilità di poter procedere in flagranza ha di fatto privato il mio assistito non solo della possibilità di tornare a casa, ma anche di quella di riavere cose indispensabili. Ci auguriamo che l’intervento dell’autorità giudiziaria trovi una soluzione, in tempi brevissimi”.

– Soltanto l’altro giorno,dopo tre settimane e un doppio intervento giudiziario, si è riusciti a sgomberare finalmente la sgradita inquilina e ridate l’appartamento al legittimo proprietario. I Carabinieri hanno inviato un’informativa al Pm segnalando la situazione e il Magistrato ha richiesto il sequestro dell’appartamento,firmato dal Giudice per le indagini preliminari. Lo stesso Pm ha poi firmato un atto di restituzione dell’immobile all’anziano. Ad occupare l’appartamento, una rom di nazionalità italiana di 28 anni residente al campo nomadi di via Gordiani.“Non sapevo che l’abitazione fosse abitata. Non c’era un materasso”, si è giustificata. Chiaramente e come era prevedibile all’atto della sua entrata in casa sua l’anziano, si è trovato l’intero appartamento saccheggiato e devastato.L’uomo, che si è anche sentito male durante la concitata mattinata in cui
ha recuperato l’uso della propria abitazione ha dichiarato: “Piango per i miei ricordi andati in fumo. Ma ringrazio chi alla fine mi  ha aiutato a riavere almeno le mura”.

Tale rappresenta quello che potremmo definire anche “un lieto fine” di una delle tante storie che ha certamente dell’assurdo e che vedono coinvolte in particolar modo persone anziane o indifese. Ciò nonostante sembrano rientrare quasi nell’ordinario in un Paese dove diventa sempre più difficile avere giustizia nell’immediato. Anche quando ci si può ritrovare con la propria casa occupata e, nonostante la palese illegalità, successivamente far valere i propri diritti diventa, come tale vicenda ci potrebbe insegnare,alquanto complicato. 07 novembre 2021 – salvatorecaccaviello

Fonte: Il Messagero – Fanpage

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