Quantcast

Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “Gli occhiali di Gesù”

Riportiamo la bellissima riflessione dell’Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni sul Vangelo di questa domenica: «Soprattutto quando diventiamo giovani-adulti potremmo cominciare ad avere qualche problema di vista: i contorni degli oggetti non sono più nitidi, in lontananza lo scritto non riusciamo più a decifrarlo ed i particolari a riconoscerli distintamente come quando eravamo giovani e basta; insomma ci rendiamo conto, nostro malgrado, che abbiamo bisogno di una visita oculistica e forse di un paio di occhiali per sostenere ed aiutare la nostra vista. Carissimi e carissime, così come non ero diventato nella circostanza di altre paginette allenatore di calcio o musicista o altro ancora, neanche adesso sono diventato oculista, e nello spirito di servizio che mi spinge a scrivere questa semplice ma appassionata paginetta, desidero ancora una volta raggiungervi con i miei pensieri, spero ispirati un poco, per commentare la Parola, dono di luce domenicale.

Oggi è la trentaduesima tappa di questo santo viaggio del tempo ordinario all’interno dell’anno liturgico. Mi domando con e per voi: e con quali occhiali Gesù legge il mondo, la storia, i personaggi che, quasi come su di un palcoscenico si avvicendano nell’evolversi evangelico del cammino verso la croce? Da quale punto di vista Egli si pone per osservare, non superficialmente, lo scorrere delle vicende, di cui gli uomini sono protagonisti? Quale leva di galileana memoria gli permette di sollevare il mondo?

Il Vangelo di oggi ci è dato per cercare e trovare risposte di saggezza: il Maestro, si pone proprio come Bel Pastore a difesa della povera gente, preoccupato che, lo scandalo che davano i potenti capi della religiosità del suo tempo, potevano condurli su cattive strade; non fate come loro, pensa e dice. Egli non apprezza per niente la loro affettata, ostentata ed appariscente religiosità: ai Suoi occhi gli scribi appaiono come vuoti e sciocchi “pavoni”, che davanti al popolo mostrano le loro sporche piume, desiderosi solo di mantenere uno status quo che li favoriva in “grazie popolari”, per Gesù lungamente immeritate. L’Emmanuele non guarda per niente con simpatia la loro fastidiosa vanità e cupidigia e denuncia a chiare lettere che il loro è un armadio bello a vedersi all’esterno, ma dentro pieno di scheletri imputriditi, a causa di un comportamento approfittatore di vedove, povere ed indifese. Gesù è con la povera gente, si pone dalla loro parte, sta insieme a loro, schierandosi a loro fianco, per impedire che esempi poco puliti potessero inquinare la loro semplicità e purezza di cuore. E stando dalla loro parte legge la storia con gli occhiali dell’umile Servo di Javhè e degli ultimi della terra, gli “ignorati”, i “senza voce” troppe volte indifesi e schiacciati dall’arroganza di uomini che, ancora oggi, fanno dell’altare un palcoscenico, dell’autorità-servizio un potere dispotico e del loro rango sociale un mezzo per il fine del piacere, nella mortificante sottomissione altrui.

Ed infine il Vangelo oggi ci provoca a chiederci: quanto vale Dio nella mia vita? Quanto può contare nelle mie scelte e nel mio tempo? Quanto cuore posso e voglio darGli? Quanto merita che io dia a Lui qualcosa o addirittura mi dia a Lui, viva per Lui, gioisca o soffra per Lui? Per favore qui, dal Vangelo odierno, non attendetevi maestri plurilaureati per trovare la risposta; Gesù fa salire in cattedra, perché Lui così si mette dentro la storia, una povera donna, a cui mai qualcuno aveva detto finora: tu conti, tu vali, tantissimo. Lei ci dice, ma non a parole, bensì con un gesto profondissimo e silenziosissimo, che solo Gesù riesce a notare, evidenziare ed apprezzare, che Dio può contare al tal punto da dare tutto, da rischiare la fame, e rimanere senza niente, nella fiducia che Lui solo è tutto ed a tutto e tutti provvede: ci stiamo al gioco di rischiare di investire per Lui? Don Luigi, servo in cerca di questi occhiali».

 

 

Commenti

Translate »