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Torna l’incubo Covid nel Salernitano

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Torna l’incubo Covid nel Salernitano. Come scrivono in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno, il picco non si è fermato a metà ottobre. Anzi, gli ultimi dati del contagio in provincia di Salerno dicono che ci dovremmo preparare a un novembre di piena convivenza con il Covid. La curva del virus, infatti, continua ad alzarsi verso l’alto e superare i dati delle precedenti settimane. Sono 690 i nuovi contagi accertati dall’Unità di Crisi della Regione Campania e comunicati, giorno dopo giorno, nei bollettini quotidiani dell’organo di Palazzo Santa Lucia. In pratica, nel Salernitano in soli sette giorni sono stati accertati metà dei casi totali registrati nel mese di settembre per la media di quasi cento ogni ventiquattr’ore. Numeri che inquietano e che vengono tenuti sotto stretta osservazione dalle autorità sanitarie che sperano che questo nuovo picco sia soltanto un “colpo di coda” della pandemia. E non l’inizio di una nuova ondata.

Una settimana da incubo. Come detto, dunque, dal 25 al 31 ottobre sono stati 690 i nuovi contagi da Covid accertati in provincia di Salerno. Il peggioramento iniziato da circa dieci giorni a questa parte, dunque, continua. E la conferma la si era avuta già coi “bollettini” dell’Unità di Crisi: per diversi giorni, infatti, l’organo di Palazzo Santa Lucia aveva comunicatooltre 100 infezioni giornaliere, numeri che non si segnalavano da tempo. E per trovare una settimana con così tanti contagi bisogna tornare molto indietro nel tempo: più di 600 casi in soli sette giorni, infatti, non venivano accertati dallo scorso aprile. Una situazione, dunque, che rischia di diventare di nuovo davvero preoccupante. Basta dare uno sguardo ai dati “aggregati” di qualche tempo fa: a inizio ottobre, dal 4 al 10 ottobre, l’Unità di Crisi accertò solo 189 casi. Un quarto di quelli contati negli ultimi sette giorni.

Il bianco non è a rischio. I nuovi picchi preoccupano ma, almeno per un po’ di tempo, non ci sarà alcun rischio di nuove restrizioni e di una “cancellazione” della zona bianca per la Campania. I valori degli indicatori utilizzati dal Governo per definire la mappa dei “colori” delle Regioni, infatti, restano ancora molto al di sotto delle soglie limite: nelle strutture sanitarie del territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri, infatti, sono occupati il 4% dei posti letto di terapia intensiva Covid (il limite governativo è impostato al 10%) e il 7% degli spazi delle degenze ordinarie per gli infetti (soglia fissata al 15%). Anche con un forte aumento dei casi come quello accertato nelle ultime due settimane, è davvero improbabile che ci sia un così forte picco di ricoveri ospedalieritale da rendere saturi i reparti e le “trincee del virus”. Sarebbe stata ben diversa, invece, la situazione nel caso in cui le valutazioni si sarebbero ancora basate sull’incidenza del virus ogni 100mila residenti: con quel tipo di valutazione, infatti, per la Campania sarebbe scattata la “zona gialla” visto che nell’ultima settimana, ogni 100mila residenti, si sono accertati 55 contagi, cinque in più della soglia limite di 50 utilizzata in passato per restare in bianco.

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