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SOS smog a Cava de’ Tirreni: impennata di polveri sottili

SOS smog a Cava de’ Tirreni: impennata di polveri sottili. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Allarme inquinamento: continuano a preoccupare i dati sulle dispersioni delle polveri sottili a Cava de’ Tirreni. Ad oggi l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha registrato già 28 sforamenti totali di Pm10 l’indice di dispersione di particelle inquinanti nell’aria – , su un limite massimo annuo fissato a 35. E considerato che mancano ancora due mesi per avere una stima completa della situazione, non è escluso che il limite possa essere superato confermando la città metelliana sul podio dei centri maggiormente inquinati della Provincia di Salerno. Senza contare il fatto che di anno in anno i dati sembrano fotografare un andamento sempre più critico se si considera il fatto che nel 2017 si erano registrati 16 sforamenti, passati poi a 26 l’anno successivo. Nel 2020, invece, se ne sono registrati 28. Ma c’è di più: secondo Legambiente Cava i dati dell’Arpac sarebbero sottostimati in quanto la presenza in città di una sola centralina sullo stadio comunale “Simonetta Lamberti”, tra l’altro dislocata rispetto al centro cittadino e ai punti di maggiore concentrazione di traffico, non sarebbe in grado di descrivere una situazione sufficientemente attendibile dell’inquinamento cittadino.

Già qualche tempo fa Legambiente Cava, presieduta da Attilio Palumbo , si era mobilitata per venire a capo della vicenda contattando proprio l’Arpac per chiedere la predisposizione di rilievi aggiuntivi e monitoraggi più dettagliati anche tramite l’utilizzo di stazioni mobili, qualora non fosse possibile predisporre nuove centraline di monitoraggio in altri punti critici del territorio cittadino. Insomma la qualità dell’aria in città sarebbe peggiore di quanto descrivono i numeri e, quindi, si fa sempre più necessaria e urgente un’azione politica e amministrativa incisiva che permetta di far scendere i livelli di Pm10 e incentivare, da parte dei cittadini, atteggiamenti più ecosostenibili. In virtù di tali circostanze si susseguono anche i tavoli di concerto con l’assessore all’Ambiente, Nunzio Senatore , per mettere in campo una serie di azioni mirate al migliorare la qualità dell’aria.

Impossibile, per il momento, prevedere giornate eco sostenibili di blocco al traffico come fatto in altre città considerata la conformazione viaria del territorio metelliano. Tuttavia si prevedono campagne di incoraggiamento a una mobilità sostenibile con l’incentivazione dell’uso dei mezzi pubblici e delle biciclette piuttosto che dell’automobile.

In tale direzione, in particolare, si muove l’iniziativa promossa proprio in questi giorni dall’Amministrazione che ha aderito al progetto “Bike to Work” finanziato dalla Regione Campania e che prevede un incentivo economico (per un massimo di 50 euro mensili in base ai chilometri percorsi) per quanti utilizzano la bicicletta per andare a lavoro. «La mobilità sostenibile – ha spiegato l’assessore Senatore – è una delle condizioni per la tutela ambientale e della qualità dell’aria. Un’iniziativa, anche se dal carattere sperimentale per la nostra regione, che intende promuovere quel processo culturale prima di tutto del rispetto dell’ecosistema in cui si vive. Un modello che, soprattutto nel sud Italia, stenta ad essere recepito, ma che negli ultimi anni sta facendo grandi progressi. Purtroppo i comuni sono l’anello debole di questo processo per il semplice fatto che non hanno le risorse necessarie alla realizzazione delle infrastrutture. Dal canto nostro stiamo facendo la nostra parte concretizzando diversi progetti del Piano integrato città sostenibili (Pics) come i nuovi parchi urbani, il recupero del parco Diecimare e la bonifica della discarica di Cannetiello ».

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