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Sorrento: tra pochi giorni la Consulta dovrà riunirsi per pronunciarsi sul «Piano Casa»

Sorrento: tra pochi giorni la Consulta dovrà riunirsi per pronunciarsi sul «Piano Casa». Lo scrive Fabrizio Geremicca su stylo24.it. Il 24 novembre la Consulta si pronuncerà sulla legittimità di tre commi dell’articolo 12 bis  della legge  della Regione Campania numero 19 del 2009. Sono quelli che consentono di applicare il Piano Casa e le correlate facilitazioni in termini di ampliamento di cubature e demolizioni per ricostruire anche alle zone tutelate dal piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina ed amalfitana, con l’eccezione di quelle ad inedificabilità assoluta.

La Consulta si pronuncerà sul «Piano Casa»

E’ stato il Consiglio di Stato a sollevare la questione di legittimità costituzionale quando ha confermato la sentenza del Tar Campania che aveva accolto il ricorso di Mario e Michele Apreda ed aveva annullato il permesso a costruire rilasciato dal Comune di Sorrento alle società Aldebaran srl  e Fg Buildings srl. Il permesso autorizzava la demolizione degli ex cantieri  Aprea Mare, in via Santa Lucia, a Sorrento, e la costruzione di un nuovo edificio per fini residenziali e con il trenta per cento in più di cubature. Operazione che sarebbe dovuta avvenire grazie al Piano Casa, ma che le toghe del Tribunale Amministrativo prima e del Consiglio di Stato poi hanno giudicato non fosse consentita.

Il 24 novembre dovrà riunirsi per esaminare le norme

La sentenza dei magistrati amministrativi in appello è del 2020 ed in coda ad essa i giudici hanno chiamato in causa la Corte Costituzionale. C’è, però, un aspetto paradossale –  per certi aspetti perfino surreale –  nella vicenda. La Consulta, infatti, dovrà riunirsi per esaminare norme le quali, secondo quanto emerge dalle intercettazioni in possesso della Procura di Torre Annunziata e relative all’affare della ricostruzione dell’ex stabilimento Cirio a Castellammare di Stabia, sarebbero state varate dal consiglio regionale su misura degli interessi speculativi di alcuni imprenditori e sotto dettatura dei medesimi. In particolare di Antonio Elefante, ingegnere e protagonista di varie operazioni immobiliari in penisola sorrentina, che è indagato per la vicenda Cirio e per la realizzazione del complesso immobiliare dell’Housing sociale a Sant’Agnello.

Il professionista è anche il progettista della operazione degli ex cantieri Apreda che sta a cuore ad Aldebaran srl e Fg Buildings. Elefante, secondo quanto risulta dalle intercettazioni allegate alla domanda di autorizzazione all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato Antonio Pentangelo ed inoltrata alla Camera dei Deputati nell’ambito della inchiesta sulla ex Cirio e sulle procedure relative all’autorizzazione del progetto, sarebbe stato il regista dell’inserimento nella legge regionale delle norme che estendono il Piano Casa alle zone tutelate dal Put.

Ci si troverebbe insomma, se il prosieguo della vicenda giudiziaria lo confermerà, al cospetto di una legificazione alla carta da parte del consiglio regionale. Un abito su misura per Elefante. Scrive il gip nella ordinanza di misura cautelare nei confronti di alcuni degli indagati – che è poi finita al centro di una complessa partita tra annullamento del Riesame e rinvio al Riesame affinché torni a pronunciarsi da parte della Cassazione, la quale ha accolto il ricorso della Procura – : “Con riferimento alla posizione di Elefante Antonio deve osservarsi come lo stesso abbia ricoperto il ruolo di regista di tutta l’operazione ex Cirio, partendo dal redigere le proposte di modifica alla legge sul Piano Casa, poi divenute emendamento alla legge 19/2009”. Precisamente le norme sulla compatibilità delle quali con l’articolo 117 della Costituzione saranno chiamati a breve a decidere i giudici della Consulta.

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