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Salerno, indagato per corruzione il Governatore della Regione Campania De Luca, l’anteprima di Giletti e Il Mattino video

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha ricevuto oggi un avviso di proroga indagini per la vicenda relativa alle coop di Salerno sulla quale sta indagando la Procura. Da quanto si apprende da ambienti vicini all’ex sindaco di Salerno, l’ipotesi che gli viene contestata dalla Procura di Salerno è di concorso in corruzione. La notizia è stata riferita da fonti dello staff dello stesso De Luca, ma secondo il sito del quotidiano partenopeo Il Mattino al momento non è stata ancora confermata dagli inquirenti del capoluogo. Il primo a parlare dell’iscrizione del governatore della Campania nel registro degli indagati, tuttavia, è stato il conduttore de Non è l’Arena Massimo Giletti in un video pubblicato dal sito del Corriere della Sera. 

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Ecco cosa scrive Il Mattino di Napoli . Salerno. Foglietti trovati nell’ufficio del manager delle coop e un’intercettazione ambientale, nella quale si fa esplicito riferimento al ruolo del governatore Vincenzo De Luca: a proposito dei rapporti tra il comune di Salerno e il manager delle coop Fiorenzo Vittorio Zoccola.

Sono questi i punti che hanno spinto la Procura di Salerno a iscrivere nel registro degli indagati il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – atto avvenuto tra maggio e giugno scorsi -, per compiere ieri mattina una mossa che non è passata inosservata: sono le dieci del mattino, quando negli uffici del Genio Civile di Salerno, gli uomini della Mobile notificano al presidente De Luca un avviso di proroga delle indagini (che dovrà essere vagliato dal gip), nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti pilotati in favore delle coop del terzo settore, tutte più o meno riconducibili al manager Zoccola (finito in cella tre settimane fa, ora ai domiciliari dopo aver confessato vicende legate ai suoi rapporti con il presunto cerchio magico di Salerno).

Vincenzo De Luca indagato a Salerno,
notificato avviso di garanzia per corruzione
Chiara la ricostruzione dell’accusa: De Luca è accusato di corruzione di pubblico ufficiale, nello stesso scenario che vede coinvolto in particolare anche lo storico esponente dello staff comunale Felice Marotta, legatissimo sia all’ex sindaco di Salerno, sia all’attuale sindaco Vincenzo Napoli. Inchiesta condotta dalla Procura di Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Luigi Alberto Cannavale, che fa leva su una presunta triangolazione: forte dei suoi rapporti con gli uomini di fiducia del sindaco Napoli e dello stesso «cerchio magico» deluchiano, Zoccola avrebbe ottenuto in passato una corsia privilegiata in materia di contratti per le proprie coop. In cambio – è l’ipotesi – i voti dei lavoratori delle coop ai soggetti di volta in volta indicati «dall’alto».

Ma cosa ha spinto la Procura di Salerno a iscrivere tra gli indagati il governatore? C’è un’intercettazione in cui a parlare è Felice Marotta (target di un trojan inoculato dalla Procura sul suo cellulare), che rivolgendosi al sindaco Napoli si sfoga così: «De Luca mi ha fatto un guaio troppo grande. Questo Vittorio (Zoccola, ndr) si è messo nelle palle, io l’avevo cazziato, l’avevo allontanato e non ci salutavamo neanche più». Difeso dall’avvocato Andrea Castaldo, De Luca non ha commentato la notizia dell’avviso di proroga delle indagini, mostrando piena disponibilità nei confronti dell’autorità giudiziaria salernitana. Stesso profilo istituzionale da parte di Marotta (che è assistito dal penalista Paolo Carbone), raggiunto ieri dallo stesso avviso di proroga delle indagini, assieme a Fiorenzo “Vittorio” Zoccola (difeso dall’avvocato Michele Sarno).

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Ma torniamo all’intercettazione che avrebbe impresso un’accelerata all’inchiesta. Per quale motivo Marotta avrebbe dovuto ricucire i rapporti con il ras delle cooperative? Centrale, secondo la ricostruzione dell’accusa sarebbe stata la gara di appalto che il dirigente del settore Ambiente del Comune, Luca Caselli, anche lui indagato nella prima inchiesta, avrebbe bloccato. Una decisione che, stando a quanto scritto nelle carte, era fondamentale in tempi di campagna elettorale per le regionali. Di questo, ma anche di altro su cui ora i poliziotti della Squadra mobile di Salerno stanno lavorando (diretti dal questore Maurizio Ficarra e dal primo dirigente Marcello Castello) ha a lungo parlato anche Zoccola nel corso del suo doppio interrogatorio. E sempre a maggio, proprio in coincidenza con quella affermazione di Marotta, gli agenti effettuarono una perquisizione a casa del pregiudicato trovando dei «foglietti» su cui ci sarebbero stati riferimenti ad appalti e lavori da eseguire.

Una lista destinata a De Luca? Non è un caso che tra i “foglietti” sequestrati dalla Mobile (siamo sempre tra maggio e giugno scorsi), ci sarebbe un manoscritto di Zoccola ipoteticamente indirizzato al governatore, per lamentarsi della mancata rimozione del dirigente Roberto Nobile, «reo» – agli occhi di Zoccola – di aver ostacolato il business delle coop. Ricostruzioni che ora attendono verifiche e riscontri, in un’inchiesta rafforzata dalle decisioni del Riesame (che ha confermato indizi ed esigenze cautelari), anche sulla scorta della confessione dello stesso Zoccola. Ricordate il suo discorso a proposito dei voti? «Settanta per cento dei voti per Savastano (consigliere deluchiano, ai domiciliari), 30 per cento a Picarone (non indagato)», secondo indicazioni dall’alto (il famoso «cerchio magico») ora più che mai al vaglio della Procura di Salerno.

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