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Rinnovare gli interni della propria casa con i contributi statali. Come fare?

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Sembra difficile pensare che, meno di due anni fa ci stavamo lentamente preparando all’arrivo del Natale come sempre avevamo fatto, senza mascherine, vaccini, limitazioni e lockdown. Eppure, eravamo a poche settimane di distanza dall’inizio di una dei periodi più drammatici vissuti dalle nostre società dalla fine della Prima guerra mondiale. Ad una prima ondata se ne sono succedute altre ed ora, con l’arrivo dei primi freddi, ecco che puntualmente i telegiornali tornano a parlare di cifre drammatiche, di ospedali che si riempiono e di nuove possibili limitazioni alle nostre libertà personali.

Molto è cambiato in questi ultimi due anni, in primo luogo come viviamo la nostra esistenza quotidiana, dato che per molti il soggiorno o la cucina sono diventati il loro ufficio e le teleconferenze hanno rimpiazzato incontri dal vivo, lezioni universitarie e persino appuntamenti medici. Questo ha risvolti sia positivi che negativi, dato che per molti questo cambiamento è stato duro da accettare, sia da un punto di vista mentale, dato che le interminabili settimane rinchiusi in casa a lavorare e studiare tutti insieme, impossibilitati ad uscire se non per motivi di prima necessità hanno lasciato tracce indelebili, che da un punto di vista economico. Le attività commerciali sono state costrette a lunghi periodi di chiusura per cercare di contenere l’impatto del virus e questo ha creato problemi economici di grande rilievo, solo in parte sopperiti dai soldi pubblici intervenuti a sostegno. La speranza è che con i programmi di vaccinazione di massa si possa guardare al futuro con qualche speranza, anche se rimane molto da fare.

Dopo un’estate vissuta liberi di viaggiare in Italia ed in Europa con le località di villeggiatura italiane piene di visitatori italiani e nordeuropei l’economia ha rialzato la testa e le statistiche economiche segnalano una crescita del PIL italiano con numeri da boom economico. Il ritorno in positivo è dovuto alla ripartenza dei consumi interni, alla ripresa a pieno regime della produzione industriale ed in buona parte agli incentivi COVID arrivati dall’Unione Europea.

Questi aiuti, approvati dopo molte discussioni a Bruxelles, si sono concretizzati in una somma sostanziale, divisa fra finanziamenti a fondo perduto e prestiti, con l’obiettivo di far ritornare il continente ad una situazione di stabilità economica. In Italia si è scelto di finanziare con questi aiuti in modo particolare la ripresa dell’edilizia, con quello che è diventato famoso come il “superbonus del centodieci per cento”, un bonus fiscale per le ristrutturazioni sia di abitazioni private  che di edifici a scopo commerciale con lo scopo di migliorare l’efficienza energetica. Data la vasta portata degli interventi richiesti sulle abitazioni è possibile far rientrare in questi lavori anche il finanziamento per il rinnovo dei propri interni. Queste opere richiedono infatti lo stravolgimento degli interni che vanno poi rinnovati ed in questo contesto è possibile includere il costo di prodotti come vernici o di carte da parati. Andiamo dunque a vedere in maggior dettaglio come sono strutturati tali programmi e cosa richiedono per poter essere utilizzati.

 Superbonus del centodieci per cento

Abbiamo già menzionato quello che è entrato ormai nel gergo degli italiani come il “superbonus del 110%”.Questo finanziamento garantisce, sotto forma di credito d’imposta per gli anni futuri, un contributo del 110%a coprire tutti i costi sostenuti per lavori di ristrutturazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica, sia che riguardino abitazioni private che per esercizi adibiti a scopi commerciali.

Rinnovare gli interni della propria casa con i contributi statali. Come fare?

I lavori devono includere:

  • il cappotto termico
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
  • la riduzione del rischio sismico nei condomini o nelle singole abitazioni

Può essere utilizzato per tutti i lavori di ristrutturazione effettuati a partire dal 01.07.2020 fino al 30.06.2022. Entro questa data deve essere stato effettuato almeno il 60% dei lavori programmati.

È notizia di questi giorni la bozza della Legge di Bilancio dove si parla di una proroga delle opzioni fino al 31 dicembre 2024 valida per il bonus ristrutturazioni, l’eco bonus, il sisma bonus, il bonus facciate e per l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. La scadenza di tali opzioni resta in vigore fino al 2025.

La detrazione fiscale del 110% ha scadenze diverse a seconda dei soggetti che sostengono la spesa:

  • Per i condomini c’è tempo fino al 31 dicembre 2023 per ottener il 110%. Nel 2024 la detrazione diventa del 70% e nel 2025 scenderà al 65%
  • i proprietari di palazzine composte da 2 a 4 unità immobiliari possono effettuare i lavori usufruendo del 110% fino al 31 dicembre 2023. Dal 2024 la detrazione diventa del 70% e nel 2025 scenderà al 65%
  • In caso di lavori che comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici ha già avviato le formalità amministrative, la detrazione del 110% spetta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022
  • Per tutti gli altri lavori la scadenza del 31 dicembre 2021 vale esclusivamente se effettua lavori sulla propria abitazione principale e possiede un reddito ISEE massimo di 25.000 euro

Nel contesto di questi lavori di ristrutturazione è possibile aggiungere i costi di materiali decorativi come carta da parati o vernici al rinnovo generale delle pareti. Tali costi devono essere conteggiati come parte dell’intero progetto ed è opportuno esaminarli in dettaglio assieme al proprio consulente fiscale per garantirne l’idoneità. L’Unione Europea ha previsto ovviamente simili programmi di incentivazione edilizia per quasi tutti i paesi europei.

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