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Positano, Gai Ruoppo: “Mio nonno Domenico, un medico che si prodigava notte e giorno a dorso di un mulo o a piedi”

Positano, costiera amalfitana. Riportiamo il bellissimo post di Gai Ruoppo che ricorda la figura del nonno Domenico: «Mio nonno Domenico era un medico che si prodigava notte e giorno, a dorso di un mulo o a piedi, in un paese meraviglioso, fra i più belli del mondo: Positano. Lì nacque il 31 ottobre 1902, frequentò il liceo classico Plinio a Castellammare di Stabia, ospite del seminario vescovile e si laureò con il massimo dei voti in medicina e chirurgia presso l’Università di Napoli nel 1928 e San Giuseppe Moscati fu il suo professore di patologia medica. Si specializzò in igiene e in ginecologia. L’anno successivo partì per il servizio militare in Marina come Sottotenente Medico, e in Marina rimase fino alla fine della seconda guerra mondiale raggiungendo il grado di Colonello Medico. Nel 1934 si unì in matrimonio con la farmacista Giuseppina Auletta, matrimonio che fu allietato dalla nascita di tre figli: Maria Concetta, Vito, e Maria Rosaria (mia madre). Prestò servizio militare in Albania e all’ospedale militare di Palermo, in Albania fu ferito a una gamba e fu ricoverato a Firenze. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale fu richiamato alle armi e fu ufficiale medico durante il famoso sbarco in Normandia. Catturato, fu deportato in treno a Berlino insieme ad altri medici francesi. Al confine con il Belgio, notte tempo, il treno si fermò perché la rotaia era occupata da tronchi d’albero trasportati dai partigiani. Egli allora scese dal treno e dopo 3 mesi attraversando campagne e monti arrivò a Positano. Qui ebbe l’amara sorpresa di non trovare più i genitori che erano deceduti del 1940/41 e l’amata moglie deceduta nel 1943. Da allora, ricominciò da zero dedicando il suo tempo e la sua preparazione professionale alla cura della popolazione di Positano e alla famiglia. Nel 1978, in occasione dei suoi 50 anni di laurea, fece costruire una grande croce e l’appose in cima al monte che sovrasta Positano e tuttora la mia famiglia provvede all’illuminazione notturna della stessa. Ed io lo voglio ricordare oggi come il mio Santo preferito…».

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