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Non solo l’Austria: ecco come l’Europa richiude per fermare il Covid

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Non solo l’Austria: ecco come l’Europa richiude per fermare il Covid. La Grecia impedisce ai non vaccinati di entrare nei luoghi pubblici al chiuso, così come la Repubblica Ceca. In Irlanda è tornato il coprifuoco e l’obbligo di smartworking per i lavoratori non essenziale, che da lunedì prossimo sarà reintrodotto anche in Belgio. L’Europa riporta indietro di un anno le lancette del tempo e torna a chiudere per non farsi definitivamente travolgere dalla quarta ondata del Covid. Rispetto al passato, le misure sono rivolte soprattutto a chi insiste nel rifiuto di vaccinarsi, mentre l’Austria è il primo paese a reintrodurre un lockdown per tutti (anche se per ora di durata limitata) e la Germania, a partire dalla Baviera, teme di dover presto introdurre le stesse restrizioni. La situazione non è uguale in tutto il Vecchio Continente: la nuova ondata partita da Est sta colpendo adesso il Centro-Nord dell’Europa. Ci sono anche Paesi, come la Spagna, la Francia e l‘Italia, dove i contagi aumentano ma la pandemia non è ancora sfuggita di mano. Anche dove non sono ancora necessarie misure drastiche, i governi stanno comunque valutando una stretta per evitare il peggio: in primis l’introduzione del green pass – prevista anche in Svezia – o il suo rafforzamento. Ecco le norme Paese per Paese:

AUSTRIA – E’ il primo Stato in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale per tutti, a partire dal primo febbraio. Vienna è stata anche la prima in Europa a imporre il lockdown per i no vax, che da lunedì sarà esteso a tutti per almeno 10 giorni.

GERMANIA – Diventato il grande malato d’Europa, con contagi a livelli record (sulla soglia dei 60mila), ha annunciato regole più rigide in base alla situazione nei vari Länder: supera la prima soglia, il green pass si ottiene solo con la formula del 2G (‘geimpft’ e ‘genesen’, cioè vaccinati e guariti): un lockdown di fatto per i no vax. L’ultima stretta in Baviera, dove sono stati cancellati i mercatini di Natale e ci sarà un lockdown nelle aree più a rischio.

FRANCIA – Con i casi raddoppiati rispetto a una settimana fa (oltre 20 mila), Parigi valuta nuove restrizioni. Intanto resta il certificato verde, che non viene però richiesto sui luoghi di lavoro.

GRAN BRETAGNA – Londra ha puntato tutto sull’immunizzazione di massa con il booster, evitando di reintrodurre misure restrittive anche dopo i picchi di contagi delle scorse settimane. E continua a non essere obbligatorio l’uso della mascherina anche nei locali al chiuso.

SPAGNA – E’ uno dei Paesi meno colpiti dalla nuova ondata, nonostante l’assenza di obbligo di green pass, grazie a un tasso di vaccinazione record, con una copertura pressoché totale tra gli over 70.

GRECIA – Da lunedì chi non è vaccinato non potrà più accedere ai “luoghi chiusi”: oltre ai ristoranti – dove già valeva il divieto – anche cinema, teatri, musei e palestre. Per scongiurare nuove “morti evitabili”, Atene ha inoltre stabilito di ridurre la durata del green pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la terza dose.

SLOVACCHIA – L’esecutivo ha annunciato un lockdown per i no vax sul modello austriaco.

REPUBBLICA CECA – Il governo ha approvato nuove restrizioni nei confronti delle persone non vaccinate, che da lunedì non potranno partecipare a eventi pubblici, andare in bar e ristoranti, recarsi dai parrucchieri, in musei e simili o utilizzare hotel. Saranno ammesse solo le persone vaccinate e quelle che sono guarite dal Covid. Inoltre, il governo ha annunciato test obbligatori per i dipendenti non vaccinati di tutte le aziende e società una volta alla settimana.

DANIMARCA – Dal 12 novembre è tornato il pass vaccinale per poter accedere a locali notturni, bar, ristoranti al chiuso, grandi eventi.

IRLANDA – Da giovedì scorso sono in vigore le nuove restrizioni in Irlanda: tra queste il coprifuoco a mezzanotte per i locali, la richiesta di un Green Pass 2G (vaccinati o guariti) per cinema e teatri, la richiesta di lavorare da casa per tutti i lavoratori non essenziali.

BELGIO – Torna all’uso della mascherina nei luoghi pubblici e da lunedì prossimo tutti i lavoratori non essenziali dovranno lavorare per almeno quattro giorni a settimana da casa, con una riduzione a tre dal 13 dicembre. Prevista anche la richiesta del Green Pass per i mercatini di Natale.

SLOVENIA – Tra i Paesi confinanti con l’Italia, allarma la situazione della Slovenia, dove la curva dei contagi rimane alti nonostante le misure restrittive adottate dal governo sloveno il 5 novembre scorso, tra le quali vi è l’obbligo del Green Pass, limitazione degli orari di apertura di bar e ristoranti e il divieto di assembramento.

SERBIA – Il governo ha adottato solo misure leggere, come la necessità di presentare il Green Pass nei locali pubblici solo dopo le 10 di sera.

SVEZIA – Dopo aver revocato tutte le misure anti Covid a settembre, il governo svedese ora vuole imporre l’obbligo di green pass dal primo dicembre per accedere agli eventi al chiuso con più di 100 persone, una misura raccomandata dalle autorità sanitarie locali per evitare un’impennata dei contagi nelle prossime settimane.

Fonte Il Fatto Quotidiano

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