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Minori: le nefandezze della notte del 26 dedicata a Santa Trofimena, la riflessione di Gaspare Apicella foto

Minori: le nefandezze della notte del 26 dedicata a Santa Trofimena, la riflessione di Gaspare Apicella  decano dei giornalisti della Costiera amalfitana che ci onoriamo di avere fra le nostre firme.

Non può una comunità tanto amorevole, pacifica, industriosa, religiosa essere ostaggio di un manipolo di delinquenti avvinazzati o, peggio forse, carichi di polvere bianca.
Eravamo abituati, ultimamente e anche causa Covid, ad aspettare la Messa mattutina delle 5 (un tempo) o attorno ad una tavola imbandita tra amici, raccontando storie e barzellette oppure iun famiglia dando mano per la prima volta nell’anno alla tombola.
Paurtroppo bisogna registrare un dannoso (per la salute, per gli ammalati, per il riposo dei lavoratori, per tante cose) sparo di mortaretti di grosso calibro misto a bombe carte che, posizionate in punti nevralgici, davano corso a rimbombi assordanti.
Ma non è tutto, diversi vasi o otri di varia grandezza, sistemati per le vie del borgo, gli slarghi, le piazze, sono andati distrutti. Chi paga i danni visto che le telecamere di sicurezza funzionano a sin ghiozzo?
Noi anni orsono, di fronte a scempio del genere, proponemmo l’eliminazione dei festeggiamenti, facendo salva la funzione religiosa della sera del 27. Riproponiamo la proposta

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