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Massa Lubrense. Isca, la corsa contro il tempo: «Ora vincolo archeologico»

Massa Lubrense. Isca, la corsa contro il tempo: «Ora vincolo archeologico». Ne parla Massimiliano D’Esposito in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

L’isola che fu il buen retiro di Eduardo De Filippo al centro di un intrigo. Un pasticcio burocratico, ma anche istituzionale. L’operazione per la compravendita dell’Isca si è trasformata in un tutti contro tutti, con associazioni, enti e istituzioni che si scontrano sul da farsi. Anche se, a parole, l’obiettivo è lo stesso: fare in modo che quello scoglio tra i golfi di Napoli e Salerno diventi un bene pubblico. Al momento, invece, l’unico dato certo è il contratto preliminare sottoscritto tra gli eredi di Luca De Filippo e gli acquirenti, Giacomo Cinque e Riccardo Ruggiti, titolari dell’Antica Sartoria di Positano. Sul piatto i due imprenditori hanno messo 10 milioni e 500mila euro per garantirsi la proprietà dell’isolotto di circa 30mila metri quadri sul quale sorgono alcune costruzioni compresa la casa padronale da 350 metri quadrati. Contratto che sarà perfezionato nel caso in cui l’Area marina protetta di Punta Campanella non riesca a far valere il diritto di prelazione. L’isola, infatti, rientra all’interno del Parco che pertanto è Ente legittimato ad inserirsi nella compravendita. Il problema è trovare i 10,5 milioni necessari. Per questo il presidente, Lucio Cacace, ha scritto al ministero della Transizione ecologica. È dei giorni scorsi la risposta del direttore generale del dicastero che fa capo a Roberto Cingolani. «In relazione all’esercizio del diritto di prelazione per l’acquisto dell’isola di Isca, si comunica che la scrivente direzione si è attivata per i necessari approfondimenti» scrive Carlo Zaghi. Da via Cristoforo Colombo si chiarisce che «sarà fornito riscontro tenendo conto della scadenza fissata al 13 gennaio 2022». Cacace, però, non sembra ottimista. «Speriamo di riuscire ad ottenere i fondi necessari – ha detto ieri – ma sappiamo che non sarà facile, manteniamo i piedi per terra e siamo pronti ad agire qualunque sia l’esito».

LE ALTERNATIVE Nel frattempo si apre un altro spiraglio. È di ieri l’iniziativa del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto alla Regione Campania «di verificare un intervento per poter acquistare l’isolotto». Una vicenda, quella dell’Isca, nella quale non mancano frizioni. Sulla tempistica della comunicazione relativa alla conclusione della trattativa si accende lo scontro tra alcune associazioni della penisola sorrentina – Marevivo, Cittadinanzattiva Terra delle Sirene, La Grande Onda e Conta anche Tu – e i vertici del Parco marino. Con una nota inviata alla Procura di Torre Annunziata i responsabili dei gruppi ambientalisti esprimono «dubbi sulle ritardate informazioni dell’Amp Punta Campanella e dei componenti del Comitato di gestione ai sindaci e sulla ritardata richiesta di finanziamento al ministero per esercitare il diritto di prelazione». A stretto giro la replica del presidente Cacace, che evidenzia come il Parco abbia «gestito tutto nei tempi e con la massima trasparenza» visto che la missiva al ministero «è stata inviata oltre due mesi prima della scadenza». Sulla mancata informazione ha posto l’accento anche Lorenzo Balducelli, sindaco di Massa Lubrense, comune nel cui territorio ricade l’Isca, quando ha detto che «nessuna comunicazione ci è giunta né dalla parte venditrice né da quella acquirente».
Nel frattempo si verificano altre strade per far diventare l’Isca un bene pubblico. La Grande Onda, con un’iniziativa sottoscritta anche dalle altre associazioni, ha chiesto alla Soprintendenza che l’isola «venga sottoposta a vincolo archeologico», per la presenza di importanti resti di una villa di epoca romana. Così si ritiene che potrebbero esercitare il diritto di prelazione anche il ministero per i Beni culturali e il Comune di Massa Lubrense. E questo farebbe quantomeno slittare la scadenza del 13 gennaio.

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