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Maiori, Gerardo Russomando: “Costiera amalfitana: il dramma della denatalità che nessuno vuole vedere”

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Maiori, Gerardo Russomando: “Costiera amalfitana: il dramma della denatalità che nessuno vuole vedere”. Riportiamo di seguito le parole dell’ex assessore di Maiori, in Costiera Amalfitana, Gerardo Russomando:

Caro direttore, come sai il dramma della denatalità in cui siamo immersi come civiltà occidentale mi sta a cuore ormai da tanti anni.
Non a caso, già nei primi anni del nuovo millennio, il Cardinale Ratzinger parlava di “inverno demografico dell’Europa”.
Dall’altra parte c’è, invece, la sostanziale indifferenza di chi sa ma nulla fa per provare ad arginare questo fenomeno che porterà, in primo luogo, nei giro dei prossimi anni, alla morte certa di sempre più paesi delle nostre aree interne e periferiche.
Parlo innanzitutto dei decisori politici, a tutti i livelli.
Poi c’è la responsabilità della stampa che, nelle rare volte in cui accende i riflettori sul problema, lo fa con una superficialità davvero disarmante.
Ad esempio, stamattina abbiamo letto su “Il Mattino” la notizia della calo del numero degli abitanti nella nostra Provincia.
E, per rimanere nel nostro piccolo ambito della costiera amalfitana, sembra quasi che il Comune di Tramonti, assieme a quello di Praiano, siano delle ottime eccezioni e scoppino di gioventù.
Tutto questo perché il numero degli abitanti a Tramonti è aumentato, su un totale di oltre 4.000, di appena 36 unità, ed a Praiano, su un totale di oltre 2.000, di appena qualche unità.
Nessuno però si preoccupa, per capire veramente, di approfondire cosa succede sul fronte dell’età media.
I numeri ci dicono chiaramente che in tutti i Comuni della costiera amalfitana, senza alcuna eccezione, negli ultimi 20 anni, l’età media si è innalzata spaventosamente in maniera costante.
Ci sono solo delle piccole differenze.
A Tramonti, ad esempio, nel 2002 l’età media della popolazione era di 41 anni ed ora siamo arrivati a 44.
Ci sono, però, anche i Comuni di Minori e Cetara dove venti anni fa l’età media era sempre intorno ai 41 anni ma ora siamo già abbondantemente ben oltre i 48 anni. Ma, ripeto, da nessuna parte c’è neanche lontanamente qualche minimo segno di inversione di tendenza.
D’altronde, basta osservare come, di anno in anno, dappertutto diminuiscono i bambini nelle scuole elementari e sempre più edifici scolastici vengono chiusi, e si capisce tutto.
Ma, visto che i politici nel loro insieme se ne fregano altamente e la stampa solo ogni tanto distrattamente si interessa al tema, cambierà in meglio qualcosa nei prossimi anni?
Ne dubito fortemente.

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