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In Europa l’ipotesi del “modello Austria” per fronteggiare No vax e contagi

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In Europa l’ipotesi del “modello Austria” per fronteggiare No vax e contagi. Mentre in Italia i No Green Pass protestano tenacemente – una minoranza che non desisterà, e scende in piazza al grido «la gente come no non molla mai» – in Europa l’Italia potrebbe non essere più il modello unico (con il Green Pass esteso), ma essere scavalcata, sicuramente dall’Austria e presto forse anche dalla Germania, o almeno da alcuni dei suoi Laender più popolosi e politicamente significativi. Non vuoi il Green Pass? Allora vai in lockdown riservato solo ai non vaccinati.

Da lunedì 8 novembre ci sarà in Austria un forte inasprimento delle misure anticontagio da Covid-19: non un lockdown in senso tecnico, ma un lockdown in senso pratico, de facto: i cittadini non vaccinati potranno uscire solo per andare al lavoro (previo tampone negativo quotidiano) ma saranno di fatto costretti a casa perché non potranno accedere a nessuna attività sociale, o commerciale, o economica. Ristoranti, servizi pubblici, luoghi di divertimento, hotel, sport, eventi culturali, grandi eventi, negozi, saranno preclusi a chi non è vaccinato. Sarà persino impossibile andare a sciare, in un paese dove lo sci è come il calcio da noi. Nelle città italiane più vicine all’Austria, tipo Bolzano, e dove molti lavoratori addirittura hanno interessi di lavoro quotidiani e transfrontalieri, ieri le cronache registravano un forte accesso in diverse città austriache ai centri vaccinali. A Vienna le code erano di più di un’ora, a Salisburgo c’era la fila per salire sul cosiddetto “Vax-bus” all’esterno dei centri commerciali. Siccome nell’ultimo giorno ci sono stati  più di diecimila casi, è intervenuto molto duramente il cancelliere Alexander Schallenberg: «Quando saliamo in macchina ci mettiamo la cintura di sicurezza, il vaccino anti-Covid è la nostra cintura». Fine. Chi non ce l’ha, sta a casa.

Per ora, ripetiamolo, si tratta di un “lockdown freddo”, ma il piano successivo austriaco ne prevede uno vero e proprio come passo successivo. La Germania, che non è messa bene e sta assistendo a una risalita seria di contagi, si muove. Il Robert Koch Institut ha contato ieri 37120 nuovi casi, e 154 morti, entrambi nuovi record. La Sassonia sarà da lunedì il primo Land ad adottare la soluzione “austriaca”, il lockdown de facto a chi non è vaccinato, escludendo quindi di poter usare il tampone come lasciapassare.

Il segretario del Pd Enrico Letta l’ha spiegato così, e non era un ricatto ma una fotografia paziente della situazione, e di discussioni che si stanno facendo anche dentro il governo Draghi: «Abbiamo visto che sta succedendo in Austria, i messaggi dalla Germania, la Gran Bretagna. L’Italia ha fatto le scelte giuste fino adesso e vorrei che continuasse su questa strada. Il rigore sul Green pass ci consentirà di evitare nuovi lockdown. Chi non vuole il Green pass vuole il lockdown. Credo che questo sia molto semplice». Draghi vuole evitare altri lockdown, ma per ora vanno avanti diversi esponenti del Cts (come il professore Sergio Abrignani alla Stampa, secondo il quale il lockdown di fatto per i non vaccinati imposto dall’Austria «è una scelta radicale, ma molto importante»), o Walter Ricciardi, consulente per l’emergenza Covid del ministro della Salute, si fa sfuggire che «bisognerebbe rivedere la concessione limitando le libertà legate al Green pass solo ai vaccinati e ai guariti dal Covid». Sembra evidente che l’esecutivo non sia al di fuori da ragionamenti del genere.

Sabato sera a Torino la manifestazione settimanale di No Green Pass univa, come sempre, destra e sinistra radical. C’era anche chi sfilava con la cassa che inondava via Po col «pueblo unido/ jamàs serà vencido». La domanda è se i No Green Pass italiani – che iniziarono proprio da Torino, un anno fa, contestando il primo lockdown – saranno costretti a evolversi al grido di “No lockdown”. Un nuovo, lockdown, stavolta mirato solo ai non vaccinati.

Fonte La Stampa

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