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Il Doodle di Google di oggi celebra il famoso pittore Johannes Vermeer

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Il Doodle di Google di oggi celebra il famoso pittore Johannes Vermeer. Il Doodle di Google di oggi celebra il pittore olandese Johannes Vermeer, un artista barocco ampiamente considerato tra i più grandi pittori olandesi di tutti i tempi.

In questo giorno, infatti, nel 1995, è stata realizzata una mostra omonima è stata aperta alla National Gallery of Art di Washington D.C., con 21 delle sue 35 opere esistenti.

Della vita di Vermeer si conosce molto poco: le uniche fonti sono alcuni registri, pochi documenti ufficiali e commenti di altri artisti. La data di nascita non si conosce con precisione, si sa solamente che venne battezzato il 31 ottobre 1632, nella chiesa protestante di Delft, al culmine dell’età d’oro olandese. Il padre Reynier era un tessitore di seta della classe media, che si occupava anche di commercio di opere d’arte. La madre Digna era di Anversa: sposò Reynier Vermeer nel 1615. Nel 1641 la famiglia acquistò una locanda, la Mechelen, dal nome di una famosa torre del Belgio, che si trovava nei pressi della piazza del mercato. Reynier affiancò al mestiere di mercante d’arte e tessitore quello di locandiere. Dopo la morte del padre, nel 1652, Johannes ereditò sia la locanda sia gli affari commerciali del padre.

Nonostante fosse di famiglia protestante, sposò una giovane cattolica, Catherina Bolnes, nell’aprile del 1653. Oltre alle differenze religiose, vi era anche una diversità di censo tra i due coniugi, infatti la famiglia della donna era più ricca di quella di Vermeer. Sembra che egli stesso si fosse convertito prima del matrimonio, poiché i figli ebbero nomi di santi cattolici invece che dei suoi genitori; inoltre, uno dei suoi dipinti, l’Allegoria della fede, rispecchia la fede nell’Eucaristia, ma non si sa se si riferisca a quella dell’artista o del committente. Qualche tempo dopo le nozze, la coppia si trasferì dalla madre di Catherina, Maria Thins, una vedova benestante, che viveva nel quartiere cattolico della città: qui Vermeer avrebbe vissuto con la famiglia per tutta la vita. Maria ebbe un ruolo fondamentale nella vita del pittore: non solo la prima nipote venne chiamata con il suo stesso nome, ma anche usò la propria rendita per sostenere il genero che cercava di imporsi nel mondo dell’arte.

Gli storici stimano dai suoi primi dipinti mitologici che inizialmente aspirasse a essere un pittore storico.

Entro il 1650, Vermeer iniziò a dipingere interni sottilmente illuminati con una simbologia intricata, uno stile caratterizzato da motivi tradizionali olandesi che divennero il suo segno distintivo. Ha catturato il luogo comune con dettagli radiosi e squisiti, creando capolavori tra cui “La ragazza con l’orecchino di perla” (1665) che è attualmente in mostra al museo Mauritshuis a L’Aia, nei Paesi Bassi. Le tecniche artistiche impiegate da Vermeer sono ancora oggetto di dibattito. Alcuni storici dell’arte suggeriscono che abbia tracciato immagini proiettate da una camera oscura (un predecessore della macchina fotografica), ma senza prove fisiche a sostegno di tali affermazioni, alcuni specialisti di Vermeer rimangono non convinti.

A sinistra, l’opera Doodle fa riferimento a “L’allegoria della pittura” (1666-1668) e al centro, “Donna che scrive una lettera, con la sua cameriera” (1670-1671). Nel 1979, una radiografia ha rivelato un Cupido nascosto in “Girl Reading a Letter at an Open Window” di Vermeer (1657-1659), a cui si fa riferimento a destra del Doodle. I ricercatori hanno continuato ad analizzare la tela nel 2017, determinando che il Cupido era coperto da un altro pittore. Nel 2021, un’iniziativa tedesca ha completamente restaurato il dipinto. Questi sforzi sono solo alcuni dei tanti tentativi di demistificare Vermeer e alcune delle opere d’arte più preziose al mondo che ha lasciato.

Vermeer era in grado di ottenere colori trasparenti applicando sulle tele il colore a punti piccoli e ravvicinati, tecnica nota come pointillé, da non confondere con il pointillisme. La sua tecnica punta a una resa più vivida possibile, con effetti, soprattutto di colore, che egli ricerca con un interesse quasi scientifico, considerando il soggetto una sorta di espediente: “le pitture di Vermeer sono vere nature morte con esseri umani”.

Vermeer fu maestro nel ritrarre ambienti della vita quotidiana borghese. Nei suoi dipinti appare una borghesia attenta ai valori del lavoro, della famiglia, alla cura dei figli e serenamente impegnata nelle faccende della vita domestica, circondata da oggetti ricercati e di lusso. I personaggi, soprattutto le donne, sono sorpresi mentre compiono azioni quotidiane, semplicissime, come leggere una lettera, versare il latte in una brocca, bere un bicchiere di vino, all’interno di un ambiente sobrio e rassicurante.

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