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I Bagni della Regina Giovanna D’Angiò, una storia diversa

Sorrento, i Bagni della Regina Giovanna sono probabilmente il sito archeologico più bello della penisola sorrentina con la particolarità non trascurabile che, sempre nel rispetto delle norme antiassembramento, si può visitare gratuitamente. Sulla terrazza che una volta fu parte integrante della Villa Marittima di Pollio Felice (età romana del I sec) quando l’aria è particolarmente tersa, si possono ammirare in successione le linee di Ischia, Procida, Monte di Procida, perfino Nisida e Posillipo, per non parlare del Vesuvio come se fossero state tratteggiate con un’unica decisa pennellata. E, infatti, la Villa marittima del Capo si è sempre rivelata sito perfetto per l’estro dei grandi rappresentanti del Vedutismo napoletano en plain air e oggi lo è ancora per molti professionisti o semplici appassionati dell’arte fotografica. Per questo non mi sorprende che sia venuta fin qui da Berlino Shatabdi Biswas, Product Designer della Delivery Hero, a studiare e ammirare questo sito. Miss Biswas, laureatasi presso il National Institute of Design, del suo Paese di origine, Bangalore, India occidentale, otto milioni e mezzo di abitanti, si è trasferita da alcuni anni in Germania dove lavora presso la Delivery Hero, multinazionale attiva in 50 Paesi, dopo una lunga gavetta in altre grandi aziende, come la IBM e la Microsoft. La Designer ha filmato e analizzato con il suo drone il sito. Le linee di quello che resta della splendida Villa Marittima di Pollio Felice, da quattrocento metri di altezza, assumono forme nuove. Il tempo ha smussato gli angoli delle geometrie ordinate tipiche dell’architettura romana, sullo schermo il drone proietta immagini che per una Product Designer indiana assumono le forme tondeggianti e muliebri di mehandi, il resto della magia lo creano la vegetazione spontanea, il verde acquamarina della laguna e il sole, che al tramonto ne incendia i profili. Mehandi è un termine hindi per indicare un tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso, viene dipinto su mani e piedi, è una tecnica antichissima, perfino sulla mummia di Ramses II sono state trovate tracce di henné. In India, in particolare, è usato per la decorazione di mani e piedi per il rito nuziale, benaugurante e di protezione. A Miss Biswas spiego che ai “Bagni” la leggenda vuole che la Regina Giovanna D’Angiò portasse non suo marito, ma i suoi amanti, di cui si disfaceva con trabocchetti, quando ne aveva abbastanza. Detto questo però mi fermo. A cinque giorni dal 25 novembre questa storia mi sembra proprio bieco sessismo. Allora le spiego che Giovanna II indossò la corona di Regina di Napoli a 41 anni rimasta vedova del primo marito, Guglielmo d’Austria, tutto il resto è fango perché una donna al potere, ieri come oggi, è mal vista, le basti pensare ad Angela Merkel e a quanti insulti certi personaggi le hanno riservato. Miss Biswas mi spiega che essere product designer vuol dire seguire e controllare ogni fase della creazione del proprio prodotto, dall’analisi del mercato alla scelta del target, dalla progettazione alla scelta dei materiali adatti, dalla creazione di modelli 3d allo sviluppo del design fino alla commercializzazione. Non so cosa le ispirerà precisamente la “Regina Giovanna” ma certamente dopo oggi qualcosa di elegante e di nobile come doveva essere Giovanna II D’Angiò.
di Luigi De Rosa

Generico novembre 2021
Shatabdi Biswas,Product Designer e Luigi De Rosa, giornalista

Generico novembre 2021
Giuvanna II D’Angiò

Per approfondire la storia di Giovanna II: http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_II_di_Napoli

 

 

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