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Gestione rifiuti a Ravello: interdittiva antimafia, ricorso al Tar e Cds. Il comune in tribunale

Approda in tribunale la vicenda che ha visto coinvolta la ditta “Balestrieri Appalti” e il comune di Ravello. Lo scrive Salvatore Serio per “La Città di Salerno”. L’amministrazione ravellese aveva indetto un concorso per la gestione dei rifiuti nella città della musica. Ad aggiudicarsi l’appalto fu proprio la ditta Balestrieri, fino a quanto il prefetto di Napoli non vi puntò il mirino con un’interdittiva antimafia. Nello scorso mese di marzo, però, l’azienda seconda in graduatoria, la “L’Igiene Urbana Evolution”, aveva presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della determina di affidamento per una condanna, in primo grado, ai danni d’alcuni esponenti della ditta, con sede a Gragnano, che avrebbe minato, a detta dei ricorrenti, i criteri di integrità e affidabilità necessari per far si che le aziende private partecipino a bandi pubblici.

Il Comune di Ravello, non essendoci condanna in via definitiva, aveva ritenuto, inizialmente, che non ci fossero gli estremi per escludere la società dal bando. La commissione giudicatrice, infatti, al momento dell’analisi dei profili delle aziende candidate non aveva rilevato alcuna criticità, anche in considerazione del fatto che non vi era alcun’iscrizione nel casellario informatico né alcuna annotazione a carico della società. Il giudice, all’epoca, ritenne di accogliere la richiesta presentata da “L’Igiene Urbana Evolution” in quanto il Tribunale di Torre Annunziata aveva condannato, a settembre 2020, i referenti della società risultata vincitrice per falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. Mentre questa vicenda giudiziaria stava facendo il suo corso, però, è arrivata, a maggio di quest’anno, l’interdittiva antimafia che ha estromesso la “Balestrieri Appalti” non solo dalla gara relativa al Comune di Ravello ma anche da quelle di Corbara e delle casertane San Marco Evangelista , Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere e Recale. L’azienda è stata rimossa dalla cosiddetta white list della Prefettura di Napoli, nella quale vengono inserite le imprese che operano in settori considerati ad alto rischio di infiltrazione mafiosa, come per quello del trattamento dei rifiuti urbani, ma delle quali si certifica una buona “impermeabilità” alla criminalità organizzata, col vantaggio per gli iscritti di non dover richiedere la certificazione antimafia per poter partecipare alle gare d’appalto pubbliche. 

L’azienda con sede a Gragnano ha quindi presentato ricorso contro il Comune di Ravello, difeso dall’avvocato Andrea Di Lieto , e degli altri cinque che avevano preso la medesima decisione. Accanto al ricorso è stata depositata pure l’istanza di sospensiva: in altre parole, l’impresa partenopea chiedeva che l’efficacia dell’interdittiva venisse immediatamente congelata. I giudici hanno respinto questa richiesta fissando la prima udienza di merito nel mese di gennaio. È così la “Balestrieri”, che nel pool dei suoi legali annovera anche la senatrice leghista Giulia Bongiorno , ha impugnato l’ordinanza del Tar di Napoli (risalente allo scorso 22 settembre) davanti ai giudici del Consiglio di Stato: non è cambiato nulla. Pure la Corte Suprema del diritto amministrativo ha respinto l’istanza. Se ne riparlerà dunque a gennaio. Solo in quella sede il giudice potrà approfondire tutte le problematiche rappresentate dalla “Balestrieri”, valutando attentamente la documentazione a sostegno della tesi difensiva. Per la raccolta dei rifiuti a Ravello nessuna novità. “L’Igiene Urbana Evolution” resta per ora l’aggiudicataria dell’appalto di uno dei servizi fondamentali per la Città della Musica.

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