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Concessioni demaniali scadono il 2023, cose ne pensano in Costiera amalfitana, si sente Andrea D’Auria di Maiori foto

Concessioni demaniali scadono il 2023, cose ne pensano in Costiera amalfitana, si sente Andrea D’Auria di Maiori La decisione, che fa seguito alle udienze del 20 ottobre, è stata presa “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere”.  La Città di Salerno, in un articolo a firma di Salvatore Serio, ha pubblicato una intervista ad Andrea D’Auria, titolare del lido “Reginna Major”, il più antico in Costiera Amalfitana, aperto nel 1946 subito dopo la II Guerra Mondiale.«Così sulle spiagge la priorità sarà investire» – afferma Andrea D’Auria.Il pericolo maggiore è l’abbassamento della qualità del servizio offerto. Liberalizzando tutto si dà a tante persone la possibilità di investire: finché sono perbene e competenti, allora nessun problema. In caso contrario, saranno i clienti a pagarne il prezzo: qualcuno potrebbe pensare a Maiori e alla Costiera, per esempio, non come un luogo da valorizzare, ma dove lucrare.Si dovrebbe tener conto di chi ha lavorato per tanti anni creando un’impresa. Chi ha speso il suo tempo e la sua vita per dare vita a un’azienda e crearsi un nome. Visto che le gare che si faranno per le concessioni delle spiagge non saranno su un periodo lungo ma al massimo due o tre anni, chi e come investirà? Di sicuro non potrà farlo chi da decenni con il duro lavoro ha cercato di migliorarsi, pensando di dare un servizio di migliore qualità ai suoi clienti. Non ci sarà neanche il tempo per rientrare dal possibile investimento. Se un imprenditore dovesse decidere di partecipare alle gare provenendo da un altro settore, dovrebbe investire abbastanza per reperire il materiale necessario per realizzare un lido. Visto il poco tempo a disposizione il primo obiettivo non sarebbe fare accoglienza, ma rientrare dall’investimento: questo peserebbe sulla qualità del servizio.

La morte dei lidi a conduzione familiare…
Anno dopo anno abbiamo cercato di migliorarci sempre di più. Non bisogna dimenticare il rapporto umano. Tra il gestore di un lido come il mio, il primo della Costiera Amalfitana, e i clienti si è creato un rapporto quasi di parentela: sono cresciuti sulla spiaggia, si sono innamorati, si sono sposati e poi sono arrivati i loro figli. Intere generazioni che ci hanno rinnovato anno dopo anno la loro fiducia e anche il loro affetto. La nostra è una gigantesca famiglia, persone che da anni frequentano il nostro lido e sono amici e non più clienti: un rapporto diverso.

Cosa penserebbe oggi suo padre Vincenzo?
Quando ha iniziato lo chiamavano pazzo. Andava a prendere le sedie di mattina in chiesa per riportarle il pomeriggio prima della messa. Le prime cabine le ha costruite col materiale di scarto lasciato dai soldati americani dopo la fine della guerra. Non accetterebbe mai una situazione del genere, visto l’amore che ha dedicato a questo lavoro. Ma d’altro canto era una brava persona e quindi, seppur a malincuore, si sarebbe adeguato.

Per il futuro del “Reginna Major” cosa c’è in serbo?
Se le leggi sono queste dobbiamo rispettarle tutti. Saremo sempre in prima linea, non ci tireremo indietro. Qualunque sia la situazione da affrontare la affronteremo. Come diceva mio padre se per fare una cosa c’è bisogno di un foglio di carta, dobbiamo averlo. Seguendo il suo consiglio faremo il possibile ma sempre nel rispetto delle leggi perché, come lui, siamo prima di tutto persone perbene.

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