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Circumvesuviana sotto accusa, pendolari a piedi sui binari. Intanto arrivano 300 milioni per la Sorrento – Castellammare

Circumvesuviana sotto accusa, pendolari a piedi sui binari. Intanto arrivano 300 milioni per la Sorrento – Castellammare
Era un treno pieno di studenti, lavoratori e anziani, con tanta gente in piedi, quello che si è fermato a causa di un guasto ieri mattina tra la stazione di Flocco, frazione di Poggiomarino, e quella di Terzigno. E come sta spesso succedendo, scrive Francesco Gravetti su Il Mattino di Napoli ,  quando le corse della Circumvesuviana si arrestano all’improvviso, anche stavolta i passeggeri sono stati costretti a scendere e a proseguire a piedi il loro cammino: circa 300 metri tra le pietre della strada ferrata, fino all’arrivo alla stazione di Terzigno. Una processione di pendolari arrabbiati e frastornati che ha dato vita all’ennesima giornata di polemiche, con Eav che sottolinea che tutte le procedure sono state rispettate e i viaggiatori che protestano spiegando che questo stato di cose è diventato insopportabile.
I DISAGI
L’episodio è avvenuto poco prima delle 8. Il treno era partito alle 7.22 da Sarno ed era diretto a Napoli, ma già all’altezza di Poggiomarino ha cominciato a dare segnali di cedimento. I passeggeri hanno visto capostazione e macchinista parlottare tra di loro e rimanere a lungo al telefono. Poi i fatti hanno superato ogni previsione: a un certo punto il convoglio ha iniziato a sprigionare fumo dalla parte posteriore e al personale non è rimasto altro che fermarlo e aprire le porte per fare scendere tutti. Le procedure sono state rispettate correttamente: capotreno e macchinista hanno montato le scalette agevolando la discesa dei passeggeri e accompagnandoli nei 300 metri che li separavano dalla stazione, dove con un altro treno hanno potuto proseguire il viaggio verso Napoli. Ma l’operazione è stata comunque piuttosto complicata: molte persone anziane avevano difficoltà a scendere e i dipendenti dell’Eav erano soltanto due. Ci hanno pensato gli studenti, centinaia quelli diretti negli istituti scolastici dei comuni vesuviani, a dare una mano. Alla fine tutto è proseguito senza ulteriori intoppi. Non si registrano feriti, ma lamentele sì. Tante. L’incidente ha, infatti, provocato disagi e problemi lungo la linea per il resto della mattinata e la corsa interrotta si è poi conclusa con oltre 40 minuti di ritardo. Tensione anche nella stazione di Terzigno, dove molte persone se la prendevano con il personale che sorveglia l’impianto. Il treno guasto è stato poi riportato indietro, fino a Poggiomarino: si attende la relazione tecnica, ma con ogni evidenza la vetustà del mezzo ha avuto un ruolo determinante nel guasto.
LA POLEMICA
Le immagini dei viaggiatori che con la scaletta d’ordinanza scendono per proseguire lungo i binari sono, ormai, diventate consuete. «Ennesima interruzione della Circumvesuviana, con fumo e un principio di incendio. Il capotreno ha fatto scendere i viaggiatori che a piedi hanno raggiunto la stazione di Terzigno. Non si riesce più a tenere il conto dei guasti. Vi sembra un servizio degno di un Paese civile?», ha twittato il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi. Dal canto suo, Eav in una nota ha chiarito la vicenda, ha annunciato l’arrivo di tre giovani dirigenti ed ha spiegato che gli investimenti per il futuro sono ingenti: «Treni e infrastruttura vecchia purtroppo determinano spesso problemi. Sulla Vesuviana è previsto un investimento di 300 milioni di euro grazie ai fondi del PNRR che determineranno finalmente un volto moderno alla infrastruttura ferroviaria esistente con conseguenti vantaggi per la circolazione e gli utenti. In particolare 80 milioni per il potenziamento della tratta Castellammare/Sorrento e 170 milioni per l’adeguamento tecnologico e la sicurezza delle gallerie». L’azienda proprio qualche giorno fa ha immesso in servizio il sedicesimo treno revampizzato sulle linee vesuviane, mentre altri 9 lo saranno nei prossimi mesi. Il contratto per i 40 treni che deve realizzare Stadler è stato firmato e i treni nuovi sono in produzione. Questo è il futuro. Il presente è un’odissea.

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