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Cava de’ Tirreni, svolta nel caso Arianna: l’intesa vale più di tre milioni

Cava de’ Tirreni, svolta nel caso Arianna: l’intesa vale più di tre milioni. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Svolta decisiva nel caso della giovane Arianna Manzo , la “bambina di legno” cavese, oggi alla soglia della maggiore età, rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente per un caso di malasanità che l’ha vista coinvolta ad appena tre mesi dalla nascita. I vertici dell’azienda ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli si sono, infatti, detti disponibili non solo a corrispondere il risarcimento di 3 milioni di euro che era già stato disposto dai giudici in primo grado, ma anche una somma aggiuntiva – ancora da quantificare – a titolo di indennizzo per gli ultimi anni nel corso dei quali le condizioni di Arianna Manzo si sono ulteriormente aggravate per mancanza delle costose cure a cui si sarebbe dovuta sottoporre.

È quanto è emerso dall’incontro tenutosi, ieri pomeriggio, all’interno degli uffici della Direzione generale del “Cardarelli”, al quale i genitori di Arianna Manzo erano stati invitati per il bonario componimento della controversia pendente. Alla riunione, che ha visto la presenza del papà di Arianna, Eugenio Manzo , e del fratello Mario (la mamma Matilde Memoli era impegnata ad occuparsi della giovane), avrebbe dovuto prendere parte anche il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca , il quale tuttavia pur se assente per impegni istituzionali, aveva rinnovato via messaggio il suo sollecito alla definizione di un accordo stragiudiziale, ribadendo la sua volontà politica di mettere un punto in calceall’annosa disputa. Dello stesso avviso, a quanto pare, anche il direttore amministrativo Maria Maiorano e il direttore generale Giuseppe Longo che, oltreché con Eugenio e Mario Manzo, hanno interloquito anche con il legale della famiglia, l’avvocato Mario Cicchetti .

Insomma, sembra che tutte le parti convergano verso un punto d’incontro: restano da definire, adesso, solo i termini dell’accordo economico. «La nostra base – ha ribadito l’avvocato Mario Cicchetti a margine dell’incontro di ieri – resta la sentenza di primo grado. L’Azienda Ospedaliera “Cardarelli” di Napoli, dal canto suo, ha manifestato la propria disponibilità a partire da tale somma per valutare la possibilità di aggiungere un’ulteriore voce di danno a copertura degli ulteriori problemi che Arianna ha patito soprattutto negli ultimi due anni, certificati tra l’altro dagli stessi medici dipendenti dell’Azienda che hanno riscontrato peggioramenti che si sarebbero potuti evitare se la bambina fosse stata sottoposta alle cure di cui necessitava ma che, in assenza del risarcimento, non si è potuta permettere ». Più volte, infatti, lo stesso avvocato Cicchetti si era fatto portavoce di un malessere sia economico che sociale della famiglia Manzo all’aggravarsi delle condizioni di Arianna alla quale – senza il risarcimento da 3 milioni di euro che era stato disposto in primo grado ma che il “Cardarelli” non aveva mai corrisposto – diventava sempre più difficile garantire le cure di cui aveva bisogno, nonché un’abitazione e un mezzo di trasporto adeguato alle sui esigenze. Con gli esiti, poi, del riesame sanitario di tutta la vicenda commissionato a un collegio peritale dalla Corte di Appello di Salerno (che aveva confermato le responsabilità dei sanitari dell’ospedale partenopeo) e il successivo intervento del presidente De Luca, sembra che la vicenda sia finalmente arrivata a un punto di svolta. «Resta da quantificare il risarcimento ulteriore ha concluso l’avvocato Cicchetti – , e formalizzare l’accordo. Ci potremmo dire pienamente soddisfatti quando ciò avverrà. Vogliamo credere nella buona fede e nella parola dei vertici del “Cardarelli”».

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