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Cava de’ Tirreni, ospedale al collasso: «Pochi medici e liste d’attesa bloccate»

Cava de’ Tirreni, ospedale al collasso: «Pochi medici e liste d’attesa bloccate». Lo scrive Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Liste di attesa per interventi chirurgici bloccate ormai dalla prima ondata covid, a rischio le attività dei reparti di chirurgia, ortopedia, pronto soccorso e ancora un ambulatorio di chirurgia aperto solo per le medicazioni. Sono queste solo alcune delle conseguenze delle carenze di organico al Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, dove il personale già insufficiente sta subendo una ulteriore riduzione, complici i pensionamenti e le dimissioni di camici bianchi, diretti verso altri presìdi. Dopo le manifestazioni di piazza del Comitato Civico Antonio Civetta e degli studenti degli istituti scolastici superiori, l’allarme resta rosso e a lanciare un nuovo appello sono i sindacati e gli stessi medici.

LO SCENARIO «Ospedale di Cava: una bambina che dorme e tutti stanno in religioso silenzio, poi quando si sveglierà se ne renderanno conto dei danni subiti», spiega con tono ironico Gaetano Biondino della Cisl. Come precisato dagli stessi camici bianchi, un chirurgo si è dimesso e non è stato sostituito. «L’attività chirurgica è al palo. È garantita solo quella in urgenza, le operazioni programmate sono bloccate. Chi si vuole fare operare deve ricorrere al privato. L’ambulatorio fa solo medicazioni. In ortopedia non va meglio e lo stesso in pronto soccorso è a rischio anche la copertura dei turni». Nei giorni scorsi sulla questione ospedale è intervenuto anche il consigliere di «Siamo Cavesi» Raffaele Giordano: «Si avvia a conclusione l’ennesimo anno di sofferenza. Dopo la riapertura di Rianimazione a fine giugno, che nei mesi precedenti aveva determinato enormi ripercussioni soprattutto per le attività chirurgiche, sono rimaste le gravissime questioni legate alla carenza di organico. Nei mesi di luglio ed agosto l’Ortopedia è stata costretta a sospendere l’attività di urgenza notturna. Nei reparti di chirurgia ed ortopedia la carenza di camici bianchi diventerà ancora più problematica nei prossimi mesi, quando il pensionamento di alcuni medici metterà in discussione la sopravvivenza dei reparti stessi. I numeri degli interventi della chirurgia sono drasticamente calati. L’ambulatorio chirurgico non ha il medico, ed è attivato solo quello infermieristico per le medicazioni». E aggiunge: «Per tamponare la carenza di medici servirebbero almeno 3 specialisti chirurghi nel reparto di chirurgia e 2 al peonto soccorso. Servirebbero ortopedici ed internisti per il pronto soccorso. Senza dimenticare che il reparto di chirurgia ormai è da diversi anni senza un direttore di ruolo che ne gestisca e rilanci la funzionalità. La preoccupazione dei cittadini, secondo il consigliere, è tangibile viste le manifestazioni di piazza delle ultime settimane». Nelle scorse settimane anche il sindaco Vincenzo Servalli aveva commentato: «È stata una manifestazione importante, il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito e quindi è giusto che i cittadini difendano questo loro diritto insieme a noi, insieme alle istituzioni. Siamo parte dell’azienda ospedaliera Università Ruggi d’Aragona che ha all’interno cinque strutture: il Ruggi, l’ospedale di Cava, quello di Mercato San Severino e il Da Procida, che dà risposta più immediata alla Costiera Amalfitana nel periodo estivo e non solo. Noi ci dobbiamo muovere dentro questa azienda, dobbiamo rivendicare le esigenze per l’ospedale di Cava sia dal punto di vista del personale, che il vero tema, ma anche dal punto di vista strutturale, perché nel nostro ospedale esistono delle carenze a cui bisogna dare una risposta». Il primo cittadino ha auspicato che nei primi mesi del prossimo anno possano esserci le prime risposte.

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