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Cava de’ Tirreni: locali in disuso, nel patrimonio del Comune settanta immobili destinati al sociale

Cava de’ Tirreni: locali in disuso, nel patrimonio del Comune settanta immobili destinati al sociale. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. 

Immobili comunali da affidare in concessione alle associazioni del terzo settore: pronta la lista dei 70 immobili che la giunta guidata dal sindaco Vincenzo Servalli ha deciso di destinare a scopi sociali. Ma prima sarà necessario effettuare una ricognizione puntuale dello stato in cui versano i locali e soprattutto provvedere alla risoluzione di alcune occupazioni con titolo scaduto rilevate già individuate dall’ufficio Patrimonio. Dei 70 locali nell’elenco stilato da Palazzo di Città, infatti, almeno in cinque risultano occupati con titolo scaduto, e bisognerà capire se le associazioni già affidatarie saranno intenzionate a rinnovare la concessione o liberare gli spazi. Altri 32, invece, risultano già assegnati mentre il resto dei locali è libero e già disponibile per essere affidato.

Gli spazi individuati che saranno destinati alle associazioni sono dislocati su tutto il territorio cittadino e riguardano una serie di complessi edilizi, di proprietà dell’Ente, che appositamente non sono stati inseriti nei piani di valorizzazione o alienazione varati dal consiglio comunale. Confermati, quindi, i locali dell’ex scuola dell’infanzia della frazione Marini, ma anche quelli seminterrati, con ingresso autonomo, della scuola dell’infanzia ed elementare “San Giovanni Bosco” di corso Mazzini. E ancora i locali liberi (ma allo stato grezzo) dell’istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di via Formosa. Nell’elenco, poi, anche le stanze al pianterreno, lato tribuna, dello stadio comunale “Simonetta Lamberti” (di solito riservate all’Ufficio sport e alla sede della sezione cavese del Centro Sportivo Italiano), il bocciodromo di via Ido Longo, le ex circoscrizioni delle frazioni di Pregiato (in via Aniello Salsano) e San Pietro (via Longobardi) e alcuni spazi dell’ex Mattatoio. Chiudono la lista, infine, altri locali (magazzini e minialloggi), tutti liberi e che potranno essere affidati a breve.

Individuati gli spazi, quindi, l’amministrazione è pronta a recepire le manifestazioni di interesse che arriveranno dalle associazioni del terzo settore e disporre così affidamenti in gestione di sei anni che potranno essere rinnovate per altri sei anni. Tali disposizioni si inseriscono nel più ampio piano messo in atto da Palazzo di Città per favorire azioni concrete che riguardano il sociale, volte a promuovere lo sviluppo e l’attività delle libere forme associative di cittadini e a favorire, contestualmente, l’integrazione e l’autonomia delle categorie più svantaggiate. Stesse finalità per i tre compendi immobiliari confiscati alla criminalità organizzata che, nell’ultimo anno, il Comune ha acquisito al patrimonio per mettere in campo, in sinergia con le associazioni preposte, progettualità destinate a persone con disabilità, giovani e famiglie in difficoltà socio- economica. A luglio scorso, infatti, il Comune aveva già espresso il proprio interesse all’acquisizione di tre alloggi confiscati, nel 2009, dall’autorità Giudiziaria. Si trattava, in particolare, di due alloggi in piazza Abbro (rispettivamente di 100 e 57 metri quadri), all’interno del Palazzo del Giudeo, e un altro appartamento in via Martiri della Resistenza (di circa 50 metri quadri). A inizio anno, invece, si era proceduto all’acquisizione di un immobile, che sorge tra il Cimitero e la frazione di Santa Maria del Rovo, formato da quattro abitazioni indipendenti e da locali destinati ad uso produttivo per un valore stimato di circa 2 milioni di euro. Più di recente, infine, sono stati acquisiti anche alcuni capannoni di via Angeloni.

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