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Cava de’ Tirreni: «La patologia di Arianna? Colpa medica»

Cava de’ Tirreni: «La patologia di Arianna? Colpa medica». Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

È stata depositata ieri pomeriggio la consulenza tecnica definitiva che la Corte di Appello di Salerno aveva disposto in relazione al caso della piccola Arianna Manzo . Dal faldone di oltre 600 pagine a firma di Cristoforo Pomara (medico legale di Catania), Antonino Giarratano (anestesista di Palermo) e Maria Serenella Pignotti (pediatra di Firenze) è emerso che il collegio peritale ha confermato le conclusioni già anticipate nella bozza del documento che, lo scorso 14 settembre, era stato consegnato alle parti processuali per eventuali osservazioni. In sostanza, nel nuovo atto, i periti hanno ribadito le responsabilità dei sanitari dipendenti dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale “Antonio Cardarelli” di Napoli nel causare le gravi patologie che affliggono oggi la giovane Arianna, la «bambina di legno » tetraplegica, sorda e ipovedente che il prossimo dicembre compirà 18 anni.

Dopo la nota sentenza di primo grado, che aveva già riconosciuto la responsabilità dell’azienda “Antonio Cardarelli” di Napoli, condannandola al pagamento in favore della famiglia di Arianna dell’importo di circa 3 milioni di euro, la Corte di Appello civile aveva delegato ad nuovo collegio peritale, composto da medici non appartenenti al distretto sanitario campano, il riesame del caso. Dall’analisi della documentazione sanitaria relativa al ricovero della piccola Arianna dal 18 marzo al 12 maggio 2005 i periti hanno evidenziato, in particolare, l’assenza di un corretto percorso diagnostico e terapeutico e di una strategia di contrasto alle infezioni che portarono ad un progressivo peggioramento delle condizioni generali della bimba. «In sostanza – si legge nella relazione – la bambina sviluppava un severo quadro di sepsi durante il quale si è concretizzato il danno neurologico che la affligge. Durante il ricovero venivano somministrati alla piccola Arianna farmaci di seconda scelta o di sicurezza non comprovata in ambito pediatrico. Risulta, quindi, inescusabile – concludono i periti – il non aver sottoposto la bambina a monitoraggio della situazione neurologica dall’inizio del ricovero in poi, cosa che avrebbe permesso di ricavare informazioni sulla situazione cerebrale, in una restante situazione clinica assolutamente ingravescente. Informazioni che avrebbero permesso, o addirittura indicato, la modifica di scelte terapeutiche, sia farmacologiche che assistenziali».

A fronte di tali evidenze e in attesa, ora, che l’iter giudiziario di secondo grado venga perfezionato con la definizione della fase istruttoria e la conseguente pubblicazione della sentenza (che richiederà diversi mesi), il legale della famiglia Manzo, Mario Cicchetti , ha deciso di rivolgere un altro appello al presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca , che già in passato aveva confermato la sua disponibilità a farsi da tramite con l’azienda ospedaliera partenopea per definire transattivamente la vicenda al momento del deposito della bozza di questo elaborato.

«Nonostante De Luca sia stato puntualmente aggiornato sugli sviluppi della vicenda – sottolinea l’avvocato Cicchetti tutt’oggi, la famiglia Manzo non ha ricevuto alcun riscontro né dal governatore né dai suoi uffici che tanta attenzione avevano dichiarato di voler riservare alla vicenda. Atteggiamento, questo, che non può andare esente dalle più aspre censure. Arianna non può più attendere i tempi di una giustizia infinita né ulteriormente tollerare le promesse di chi, in piena campagna elettorale, aveva trovato il tempo di poterla ricevere e sollecitare (lui stesso) una definizione transattiva della vicenda. Qual è l’atteggiamento che intende assumere oggi?».

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