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Cava de’ Tirreni, il danno e la beffa per Arianna: i Manzo costretti a pagare 80mila euro

Non solo il danno, ma anche la beffa per la piccola Arianna Manzo e la sua famiglia, che ora è costretta a pagare una cifra pazzesca dell’imposta relativa alla sentenza di primo grado che ammonta ad 81mila euro. E’ questa la stangata per i Manzo, che dopo una lunga trafila di avvocati e ricorsi, non ha neppure ottenuto il risarcimento per i danni subiti dalla piccola Arianna dopo un intervento errato appena nata. Ma tentiamo di ricostruire la vicenda.

Dopo un appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, hanno annunciato lo sciopero della fame Eugenio Manzo e Matilde Memoli, genitori di Arianna Manzo che quasi 15 anni fa, quando aveva appena tre mesi, fu vittima – secondo i giudici di primo grado – di un grave caso di malasanità che l’ha resa tetraplegica, sorda ed ipovedente. Il calvario dei Manzo è iniziato nel 2005 al Cardarelli di Napoli, la struttura ospedaliera più grande del Sud Italia: per la somministrazione, oltre il dovuto, di un farmaco anestetico che provocò un grave danno al sistema nervoso centrale, l’azienda – spiega il legale della famiglia, Mario Cicchetti – è stata condannata in primo grado a risarcire tre milioni di euro ai coniugi Manzo. La sentenza è giunta dopo ben otto anni di processo ma il Cardarelli ha proposto appello e per ora non ha pagato il risarcimento di tre milioni di euro a cui è stato condannato.

Lo stesso legale Cicchetti, ora ha contestato la cartella esattoriale inviata dall’Agenzia delle Entrate di Salerno. Il prossimo 23 novembre, tuttavia, può essere un giorno decisivo per la risoluzione di una vicenda che va avanti a colpi di carte bollate, scioperi della fame e appelli televisivi da più di 15 anni per la “bambina di legno”, ormai quasi 18enne.

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