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Cava de’ Tirreni, disabili in corteo per chiedere l’abbattimento delle barriere architettoniche: «Noi, tagliati fuori dal centro storico»

Cava de’ Tirreni, disabili in corteo per chiedere l’abbattimento delle barriere architettoniche: «Noi, tagliati fuori dal centro storico». Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

In corteo lungo il borgo porticato per sensibilizzare gli operatori commerciali del centro storico ad attuare tutte le azioni necessarie al superamento delle barriere architettoniche e permettere alle persone con disabilità di accedere liberamente ai negozi. Questo l’obiettivo della manifestazione “Se potessimo entrare…”, tenutasi ieri mattina lungo i portici di corso Umberto I e organizzata dall’Osservatorio cittadino sulle persone con diversa abilità e il Comitato pro-disabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche. «L’Osservatorio – ha spiegato la cooperante per la disabilità, Anna Ferrara – si è reso partecipe con la cittadinanza attiva per dire una volta per tutte che tutti hanno il diritto di entrare liberamente nei negozi della città».

L’iniziativa ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di manifestanti e ha preso il via dalla constatazione che ad oggi la maggior parte dei negozi di Cava de’ Tirreni risultano inaccessibili alle persone con disabilità per la presenza di gradini agli ingressi nonostante, lo scorso 16 aprile, su proposta della consigliera alle Pari opportunità, Filomena Avagliano, l’amministrazione comunale abbia approvato un emendamento che esonera i commercianti dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico qualora installino una pedana amovibile. «Mettiamola questa rampa – ha ribadito la consigliera Avagliano –. L’emendamento è stato disposto affinché si possa parlare di inclusione vera e concreta, che trovi riscontro nella realtà e non solo su carta».

Solleciti in tal senso sono arrivati anche dal presidente dell’Osservatorio, Vincenzo Prisco , che ha esortato i commercianti a provvedere. «La pedana costa pochissimo – ha spiegato Prisco – e sarebbe un beneficio anche in termini di vendite considerato che i negozi avrebbero una clientela sicuramente più amplia». Non mancano, tuttavia, le perplessità.

A spiegare le ragioni della mancata presenza di dispositivi volti a superare le barriere architettoniche ed agevolare l’ingresso delle persone con disabilità nei negozi è stato, invece, il presidente di Confesercenti Cava, Aldo Trezza . «Se molti operatori non hanno ancora provveduto – ha spiegato – è perché è mancata una campagna informativa mirata e i commercianti non sono a conoscenza degli sgravi fiscali. Sarebbe dunque utile produrre e diffondere una circolare a firma di tutte le realtà associative impegnate in questa battaglia. C’è da considerare, comunque, che le pedane hanno pro e contro, vista anche la conformazione dei portici. L’ideale sarebbe segnalare, anche tramite un adesivo da esporre in vetrina, che i commercianti sono forniti di pedana amovibile e che può essere apposta se necessario».

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