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Cava de’ Tirreni: bucò gli pneumatici anche a Servalli e Senatore, condannato

Cava de’ Tirreni: bucò gli pneumatici anche a Servalli e Senatore, condannato. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Nessuna riduzione di pena per Biagio Mosca , il buca-pneumatici cinquantenne di Cava chiamato a rispondere di numerosi episodi di tentata estorsione e danneggiamenti di auto (tra cui anche quelle del sindaco Vincenzo Servalli e del vice Nunzio Senatore ) oltre che di lesioni nei confronti del fratello. Il Gup di Nocera Inferiore aveva già condannato l’uomo alla pena complessiva di tre anni di reclusione, con ammenda di 1.600 euro. La Corte di Appello di Salerno, in riforma della sentenza di primo grado, aveva poi provveduto a ridurre la pena a due anni e quattro mesi, con una multa di 1.400 euro. Mosca però non aveva esitato a presentare ricorso in Cassazione lamentando, tramite i propri legali, un’eccessività della pena rispetto ai reati contestati. Tuttavia, i giudici della Corte di Cassazione hanno ritenuto inammissibile l’appello facendo riferimento alla «pluralità degli illeciti» e alla «particolare pervicacia delle richieste di denaro alle vittime», segnalando, contestualmente, anche la gravità delle aggressione perpetrate ai danni del fratello. Così, oltre a confermare la pena già disposta, i giudici hanno provveduto a rincarare la dose condannando mosca anche al pagamento di ulteriori spese processuali per un totale di 3mila euro. Nessuno sconto, quindi, per il buca-pneumatici seriale che tra i suoi obiettivi aveva puntato anche le auto di Servalli e Senatore.

Le indagini avevano preso il via nel dicembre 2017, quando un vicino del vicesindaco era uscito di casa per portare a spasso il cane e a pochi passi dalla sua abitazione in via Martelli Castaldi aveva visto la Volvo di Senatore con gli pneumatici squarciati. La stessa situazione si era verificata anche per il sindaco Servalli, con l’auto della moglie presa di mira in via Papa Giovanni XXIII. L’inchiesta aveva portato alla luce, poi, altri episodi delittuosi analoghi, attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, col riscontro e il recupero di un grosso punteruolo usato per bucare gli pneumatici. Da qui all’individuazione di Mosca quale responsabile di ritorsione circa favori chiesti e non ricevuti, danneggiamento nei confronti di imprenditori metelliani che non gli avevano procurato un lavoro, estorsioni nei confronti di vari commercianti cavesi per assicurarsi piccole somme di danaro, estorsioni nei confronti degli stessi suoi familiari sia per assicurarsi piccole somme di denaro e per indurli ad accettare accordi sui beni di famiglia.

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