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Castellammare di Stabia: discarica sotto il cavalcavia della Sorrentina, 7 denunce

Castellammare di Stabia: discarica sotto il cavalcavia della Sorrentina, 7 denunce. Lo scrive Dario Sautto in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Un’area agricola trasformata in discarica, proprio sotto il cavalcavia della statale sorrentina. La scoperta è stata effettuata dalla polizia municipale di Castellammare di Stabia, nell’ambito di alcuni controlli nella periferia stabiese. In un fondo agricolo privato, che sorge tra via Cupa San Marco e traversa Petraro, i caschi bianchi stabiesi hanno scoperto che la zona era ormai abbandonata ed era stata «suddivisa» in veri e propri reparti per sversare rifiuti di ogni genere. Elettrodomestici in particolare, con oltre 30 frigoriferi ammassati accanto ad uno dei piloni portanti che sostiene la strada che fa da raccordo tra la penisola sorrentina e l’autostrada. E ancora scarti edili per oltre 10 metri cubi, mobili, grossi cumuli di legna composti da rami secchi e tronchi d’albero, sacchi neri pieni di scarti della potatura, automobili smantellate e addirittura una moto d’acqua priva di motore.
L’intera area è stata sottoposta a sequestro. Le successive indagini hanno permesso alla polizia municipale di risalire ai proprietari del fondo agricolo e ai gestori. In totale, sette persone sono state denunciate a piede libero alla Procura di Torre Annunziata per reati ambientali, poiché ritenuti responsabili della grossa discarica abusiva che si trova in piena zona agricola, a due passi dalle palazzine dei rioni Moscarella e Savorito. Tra le persone denunciate ci sono i sei eredi proprietari del terreno (tutti residenti fuori regione) e la settima, una donna, titolare di un’azienda agricola gragnanese e risultata la regolare affittuaria del terreno che, di fatto, da anni risulta totalmente abbandonato. Tutti saranno chiamati a chiarire le proprie posizioni per l’abbandono del terreno, trasformato negli ultimi mesi in una vera e propria discarica di rifiuti speciali pericolosi.

I FUCARACCHI Come avviene sempre in questo periodo, non potevano mancare tra i rifiuti anche il legname, ammassato in luoghi isolati dai giovani dei vari quartieri di Castellammare di Stabia, in vista dei falò illegali della notte dell’Immacolata. Già da settimane, ormai, ragazzini stanno saccheggiando legna più o meno legalmente per poi accumularla in zone come quel fondo agricolo abbandonato, in modo da poterla utilizzata per i «fucaracchi» della notte tra il 7 e l’8 dicembre. Una triste tradizione che continua a ripetersi, nonostante i divieti e, adesso, le limitazioni dettate dalla pandemia in corso. Inoltre, nelle scorse settimane, il falò appiccato all’Immacolata del 2018 dopo il blitz anticamorra e contenente un messaggio esplicito contro i collaboratori di giustizia è costato una condanna definita per un rampollo della famiglia Imparato, i titolari della piazza di spaccio del clan D’Alessandro nel vicino rione Savorito. Altri due giovani che lo aiutarono a posizionare lo striscione di minacce e un manichino impiccato sono tuttora a processo, dopo la condanna arrivata in primo grado.

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