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Caseificio chiuso “per adozione”, proprietari diventano genitori. L’incredibile reazione dei clienti

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Questa mattina Napoli si è svegliata con un sorriso; quel sorriso che nasce davanti a due persone che dopo mille e mille problemi sono riuscite a coronare il loro più grande sogno: diventare genitori.

E’ la storia di Pina e Giovanni che questa mattina hanno affisso sulla serranda del punto vendita del Caseificio Battinello gestito da loro un cartello insolito: “Chiuso per adozione.”

Cartello che nella sua semplicità e simpatia, esprime solo un briciolo della felicità dei due, che come scrivono “finalmente” diventano genitori.

Racconta la loro storia fratello di Giovanni, Gabriele, che ha atteso insieme a loro per ben 5 anni l’affidamento dei due suoi nipotini.

Infatti, attualmente la coppia non è a casa ma si trova in viaggio per concludere il percorso che gli consentirà di poetare a casa i bambini.

Come spiega Gabriele il percorso è difficile e lento, una lentezza che purtroppo è stata incentivata recentemente anche dal Covid che “ha bloccato tutto, compreso gli uffici.”

Ma loro non si sono mai arresti.

Le loro preghiere sono state avverate il mese scorso quando finalmente hanno appreso di essere giunti al traguardo.

La decisione di affiggere il cartello alla serranda è stata un’idea di papà Gabriele che voleva avvisare e rendere partecipi della sua gioia l’affezionata clientela per cui lavoro da più di 25 anni.

Sul cartello, esposto sulla serranda dell’attività in via Chiaia, tante persone, tra clienti e passanti provenienti da diverse città d’Italia, hanno deciso di lasciare messaggi di congratulazioni.

Ci sono auguri provenienti da Gragnano, comune in provincia di Napoli, da Cuneo, capoluogo dell’omonima provincia in Piemonte, e da Gassino Torinese, comune della città metropolitana di Torino. “Gioia immensa”, scrive qualcuno, circondando il messaggio con un enorme cuore.

Gabriele racconta di essere sommerso di telefonate di auguri e non vede l’ora di rendere partecipe il fratello di tutta l’ondata d’affetto che sta ricevendo in questi giorni.

Proprio come nelle favole, anche per Pina e Giovanni, possiamo parlare di lieto fine.

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