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Benevento. “Contaminazioni Astratto – materiche. Artisti per l’Arte/Studio – Gallery” foto

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“Contaminazioni Astratto – materiche. Artisti per l’Arte/Studio – Gallery” – Benevento, 3-18.12.2021.

 

Arte/Studio – Gallery

Via Sant’Agostino, 15

82100 Benevento

Sito internet: www.artestudiogallery.com

E-mail: artestudiogalleria@gmail.com

Fb: Antonio Artestudiogallerybn

 

Dalle ore 18,00 alle ore 20,00 di Venerdi 03 dicembre 2021, all’ Arte/studio – Gallery di via Sant’Agostino 15 – Benevento, a cura di Mario Lanzione, con il testo critico di Giovanni Cardone e con la direzione artistica di Antonio Salzano, sarà inaugurata la mostra “Contaminazioni Astratto – materiche. Artisti per l’Arte/Studio – Gallery”.

La mostra durerà fino al 18 dicembre2021 e sarà visitabile il martedì e il giovedì, dalle 17,00 alle 19,00.

Su appuntamento, telefonando al 3339242084.

Evento su prenotazione nel rispetto delle norme sanitarie anti-Covid, con accesso limitato e sottoposto all’esibizione del Green Pass

 

La mostra propone in esposizione opere di Romeo Battisti, Raffaele Bova, Giulio Calandro, Maria Luisa Casertano, Giovanni Cuofano, Maria Pia Daidone, Alessandro Del Gaudio, Fabio Mariacci, Mavi Rico Vidal, Enzo Navarra, Walter Necci. Artisti provenienti dalla Spagna, dal Friuli Venezia Giulia, dall’Umbria e dalla Campania che, pur con qualche riferimento iconografico, hanno in comune una matrice Astratta, prevalentemente materica.

Sono “maestri” dell’arte contemporanea che hanno già esposto all’Arte/Studio – Gallery e che  hanno una notorietà a livello internazionale (alcuni di loro vantano la partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 1980), con mostre personali e collettive che hanno segnato la storia dell’Astrattismo in questo primo ventennio del terzo millennio.

 

“Contaminazioni Astratto – materiche. Artisti per l’Arte/Studio – Gallery”

testo critico di Giovanni Cardone

 

Contaminazioni Astratto – Materiche

Giovanni Cardone

L’avventura artistica dell’Arte/Studio – Gallery di Benevento è nata nel 2012. E’ uno spazio culturale unico nel suo genere che cerca di proporre eventi esclusivi passando dall’arte alla letteratura fino alla musica. Tutto questo ha lo scopo di promuovere opere, artisti e progetti meritevoli al di là di logiche mercantili, speculative o clientelari. L’obbiettivo è consentire a talenti emergenti o già affermati di proporre le loro opere in contesti in grado di valorizzarle, solo in virtù della qualità e dell’originalità e non del censo o delle conoscenze. L’ideatore di questo spazio è l’artista Mario Lanzione, che insieme a Giuseppe Cotroneo e Antonio Salzano hanno creato il movimento ‘Astrattismo Totale’. L’Arte/Studio- Gallery di Benevento in questi anni ha saputo proporsi sul territorio campano e nazionale con mostre e rassegne. La mostra Contaminazioni Astratto – Materiche, oltre ad avere una cifra di qualità di artisti provenienti dalla Spagna, dal Friuli Venezia Giulia, dall’Umbria e dalla Campania che, pur non facendo parte di un gruppo costituito, hanno in comune una matrice Astratta, prevalentemente materica con alcuni riferimenti iconografici. Sono “maestri” dell’arte contemporanea che hanno già esposto all’Arte/Studio – Gallery e che hanno una notorietà a livello internazionale (alcuni di loro vantano la partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 1980), con mostre personali e collettive che hanno segnato la storia dell’Astrattismo in questo primo ventennio del terzo millennio. La mostra propone in esposizione opere di Romeo Battisti, Raffaele Bova, Giulio Calandro, Maria Luisa Casertano, Giovanni Cuofano, Maria Pia Daidone, Alessandro Del Gaudio, Fabio Mariacci, Enzo Navarra, Walter Necci e Mavi Rico Vidal. In questa mostra troveremo due o tre artisti con un linguaggio ‘fortemente materico – iconografico’. Fratture ampie segnano e dividono lo spazio aprono a pennellate larghe irregolari e piatte, a queste s’intervallano linee sottili costitutive di minimi tracciati poliritmici, penetranti somatizzazioni che registrano la vigorosa rapidità con cui gli artisti in mostra imprimono sul supporto la propria indelebile organizzazione astratto – materico. La pittura sostiene equilibrismi accumulativi ed esercizi di gesto che smembrano la materia colorata con nitida soggettività, frugando il reale e nel contempo scavando animosamente dentro l’inconscio che in automatico produce una tensione moto-emotiva totalizzante, per poi implodere sulla tela e all’interno di movimentazioni cromaticamente disgiuntive-congiuntive. Gli artisti in mostra narrano la loro tenacia che non ammette remore nella manifestazione di un “sé” stretto tra visioni e forza interiore, un “sé” interloquente con il cosmo ad esso esterno ed affidato ad un contatto diretto-autonomo con la pittura e con gli impasti che annullano qualunque ipotesi d’organicità cromatica poiché a questa preferiscono l’azione di un’imprimitura individuale e nel contempo di forte spiritualizzazione. Un’imprimitura che non lascia fluire accademicamente il colore, ma al contrario porta alla creazione di eccellenti frizioni abrasive, taglienti e spigolose, appassionate come le sfrontate voluttà incisorie dalla classica linearità segnico-direzionale. La capacità di concepire e costruire tramite strumenti “classici” (pennello, colore, tela) appare particolarmente significativa in una pratica processuale che si spinge oltre la generica categorizzazione astratto -materico frammento su frammento, le sovrapposizioni cromatiche distribuite nelle opere acquisiscono lo status di caratteriali strutturazioni prospettiche, piani intrecciati dove torna puntuale l’azione coprente-velante-sovrastante delle differenti pigmentazioni. Spicca energico il colore che sovrasta, avvolge e infine si unisce a quest’ultimo per sterminare duramente la limpidezza e mettendo in scena il dinamismo de-compositivo di un raziocinio ciclico e indipendente. L’azione gestuale ovvero l’”incipit” degli artisti che in ogni loro opera attraverso i colori che di volta in volta si svelano o meglio suggeriscono, introducono densi e omogenei gesti che divengono eterei e leggeri che danno vita a colature che si sovrappongono e stratificano ecco trasparire dai quadri carezze cromatiche. Quando viceversa il gesto equivale a forza, impulso, sfogo emotivo, entrambe le “anime”, spesso, dialogano fra loro concretizzando rapide pennellate e grumi di colore, sgocciolature e “fermi immagine” materici. È proprio in questa pittura che il dipingere meditativo si confronta e si armonizza per scandire la migliore ragion d’essere.

 

 

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