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Balene, la strage silenziosa causata dalle collisioni con le navi

Negli ultimi 20 anni il numero dei cetacei morti è quadruplicato, dalle 5mila balene uccise nel 2000 per il cosiddetto «whale ship strikes» (le collisioni con le navi) si è passati alle 20 mila dell’anno 2020. Non è un caso se nel mar Mediterraneo, e nello Sry Lanka, in 40 anni la popolazione delle balene è diminuita di più della metà. Il peggior nemico dei cetacei, stando a questi numeri, ormai non è più la cattura delle navi baleniere: ne muoiono, infatti, di più a causa delle collisioni. Si tratta di un massacro silenzioso perché la maggior parte delle balene uccise si deposita sui fondali, solo il 10% viene trascinato dalle correnti marine a riva e finisce sotto i riflettori dei mass media. Per questo motivo, per salvare un’animale straordinario, che tra le altre cose è in grado di assorbire anche importanti quantità di C02, l’associazione “Friend of the Sea” ha deciso di lanciare una campagna di tutela dei cetacei per premiare gli operatori del trasporto marittimo che si impegnano a prendere misure concrete per prevenire le collisioni Basterebbero telecamere riconoscimento dei cetacei, sistemi di segnalazione degli avvistamenti o anche la possibilità di modificare i percorsi di alcune rotte. Gli impegni dovrebbero essere presi in primo luogo dai governi, dagli operatori marittimi e dagli armatori. Altre informazioni sulla campagna sul sito dell’associazione Friend of the Sea : http://friendofthesea.org/.

a cura di Luigi de Rosa

Generico novembre 2021
Statistica tratta dal sito Friend of the Sea

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