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Arte Contemporanea. Un asterisco per Giuliano Cotellessa. Testo di Maurizio Vitiello. foto

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    Testo critico di Maurizio Vitiello – Un asterisco per Giuliano Cotellessa. 

    Questo testo critico è reso in anteprima; sarà inserito nel nuovo catalogo dell’artista al fianco di altri contributi critici, quali quelli di Leo Strozzieri, Bruno Bandini, Ennio Morricone, Emidio Di Carlo e Marcello Guido Lucci. La pubblicazione (pp. 76) sarà coordinata dall’architetto Berardo Montebello e sarà istruita dalla grafica di Jessica Montebello.

    L’impegnato lavoro di Giuliano Cotellessa merita ampia e piena attenzione, sia per la tenuta e sia per la stesura.

    In una composita, viva e ritmata ramificazione, tutta giocata sui valori del bianco e del nero, per quanto riguarda la serie “Alieni Illegali”, vera supremazia cromatica di grande ed efficace sintesi, l’artista riesce a rassodare in quest’ultima interessante ricerca pensiero e azione; questa manifestazione segnica di valore, nettamente astratta, riesce a dominare la scena e solo due colori riescono a corroborare un efficiente impianto icastico.

    Il bravo artista sviluppa per motivi riepilogativi un riassunto schematico, che è prova di uno studio attento e perspicace, assiduo e continuo.

    Quest’incontestabile impatto visivo risulta un dispositivo, abile e sicuro, di segmentazioni ragionate e avvedute, nonché resa abbreviativa e, nel contempo, certa e congrua di trazioni e slanci, di coordinate geometriche e indirizzi tensivi, nonché di sollecitazioni ottiche.

    Tutti i periodi creativi, e ne sono molti, di Giuliano Cotellessa rispondono ad azioni sintomatiche per incontrare, degnamente, gli scenari internazionali.

    La sua pittura è tutta convogliata nella manipolazione di accensioni e stime di colori, prediletti per consistenti intensità, per definire, in particolare, piani e contropiani.

    Queste scelte precise, energiche e acute rivelano la capace vena di trasmettere equilibri ed estroflessioni sensibili.

    Le sue immagini forti, di concentrata riflessione, risultano realizzazioni di scorci visivi insellati nel dettato di una geometria cosciente.

    A sostegno interstiziale delle sue declinazioni pittoriche, spinte da un consapevole “esprit de geométrié”, s’interpone la sua autonoma “cifra”, che determina una singolare qualità espressiva con pronuncia di lieviti e spessori immaginati ed emerge, così, una provvida concretezza d’indagine.

    Le indirizzate incursioni e le convinte disposizioni cromatiche, tutte esaltanti modularità manifeste, rivelano un’accattivante forza attrattiva.

    I suoi lavori sono misura calibrata di una ricerca robusta, centrata su coniugazioni geometriche aperte, che, però, serbano confidenziali impronte.

    Ogni opera è sintesi di versatilità concludenti.

    Nella sua programmazione aderiscono risultati proporzionati e convenienti di segmenti e di accenti, che suffragano onde emotive controllate.

    Si comprendono una creatività motivata e ragioni di una consistente ricerca di avvincenti elaborazioni.

    Cotellessa è un artista che lavora con convinto distacco, muta partecipazione e consentita tranquillità operativa.

    Le composizioni di Giuliano Cotellessa ci conducono in un immaginario astratto, musicalmente variato, con intonazioni segniche evidenti, nonché coltivato da armonici contrassegni, e da una pluralità di interconnessioni intense, di motivata saturazione, e da scritture peculiari, di risvolto febbrile, quasi un alfabeto singolare.

    Un raffinato insieme immaginativo snoda teorie di una distinta estetica, con gemmazioni eleganti, filiazioni di aperture, congetture modulari, espansività tonali.

    In una rassegna di immediate e febbricitanti evidenze, di serratissime abbreviazioni e di dinamiche logiche segniche tutto si muove per arrivare a un equilibrio di caratteri.

    In profilate frontiere emerge un repertorio di carature di polivalenti simboli, segni e segnacoli, che sostanziano un carattere.

    In una vertigine di respiro, consistente e insistita, pianifica stesure scandite e, così, sempre più si qualifica una ricerca, che alimenta una produzione di alto profilo.

    Motivi regolati, fedeli per formule certe, ripartiti in dinamici riquadri ritmici, dettano proiezioni ludiche, che interpretano un appagante e compatto sentimento astratto-geometrico, che riesce a rinnovarsi e a perpetuare un afflusso di spinte, forze, impulsi e sottese emozioni.

    Nella certezza di essere, immediatamente, riconoscibile continua la sua attività.

     

    Maurizio Vitiello

     

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