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Amalfi, un bellissimo racconto di Sigismondo Nastri: “Un cappello per il prete”

Amalfi. Riportiamo un bellissimo racconto del giornalista Sigismondo Nastri tratto da “Racconti dalla Costa” che è in via di pubblicazione: «Il tempo è un perfido tiranno. Sia perché corre veloce, senza che neppure ce ne accorgiamo, sia perché alla lunga sfuma e sbiadisce i ricordi. E’ ciò che mi sta capitando. Per quanti sforzi faccia, non riesco a recuperare dalla memoria il nome di quel sacerdote che, da ragazzo, incrociavo quasi tutti i giorni davanti casa, mentre percorreva a passo lento la scalinata che da Pontone porta ad Amalfi, nel cuore della Valle dei Mulini. Non so se era di Scala e faceva il parroco a Pogerola, sulla montagna di fronte, o viceversa. Pontone, frazione di Amalfi (ora di Scala), non era ancora collegata alla strada rotabile e quindi l’interminabile serie di gradini, peraltro sconnessi, che fiancheggia Villa Anastasio, passa sott’ ’e grotte, s’inerpica ncopp’ ’o purteciello, p’ ’o tuoro, rappresentava per gli abitanti di quel villaggio l’unico collegamento possibile con la città.

Darò quindi al protagonista della storiella, che vado a raccontare, un nome convenzionale: don Filippo. Era un uomo di grossa statura, resa addirittura maestosa dall’abito talare, con un capoccione che la calvizie faceva simile a una sfera di lampadario, su un volto simpatico, pronto al sorriso. Il suo cruccio era dovuto alla difficoltà di reperire un cappello che gli si adattasse. Rimanendo a testa scoperta, d’inverno, soffriva continui raffreddori.

Un giorno don Filippo dovette andare a Napoli per il disbrigo di alcune faccende. Ne approfittò per recarsi – glielo aveva consigliato il vescovo – in un negozio di arredi sacri e abbigliamento per religiosi, di solito ben fornito, situato in una traversa del rettifilo. Trovò, dopo averne provati altri, un cappello che gli calzava a pennello. Ben fatto, persino elegante. Forse troppo per un prete di campagna. Non senza manifestare soddisfazione, chiese il prezzo che, quando gli fu comunicato, lo lasciò letteralmente di stucco: caro, molto caro, rispetto alle sue modeste possibilità economiche. No, quella spesa non se la poteva permettere. Insistette per avere uno sconto, la risposta fu negativa. Decise perciò di rinunciare all’acquisto: si scusò per il disturbo, salutò, dirigendosi verso l’uscita. Il titolare del negozio lo rincorse e, a voce alta, quasi gridando, gli disse: “Reverendo, ci ripensi. Se non coglie a volo questa opportunità, difficilmente poi troverà un cappello per la sua testa”. Don Filippo si girò di scatto. Dopo avergli lanciato un’occhiataccia, rispose: “Ma lei è sicuro che troverà un’altra testa per quel cappello?”. E se ne andò».

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