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Amalfi, la vigilia della festa patronale di Sant’Andrea tra fede e tradizioni

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La città di Amalfi si prepara a festeggiare il suo patrono Sant’Andrea Apostolo ed oggi si vivono le tradizioni della vigilia, raccontate dalle parole di Andrea Villaricca: «La vigilia della festa patronale ad Amalfi ha avuto nei decenni il replicarsi di varie tradizioni, di fede, di folclore e culinarie. Tutto inizia la mattina con il suono festoso del capannone che sveglia la città, poi si corre in chiesa per le prime funzioni liturgiche il cui apice si raggiunge con l’esposizione e il primo saluto alla città dall’altro del duomo del Busto argento dell’apostolo Andrea. Nell’aria, nonostante sia ancora presto, si avverte l’odore di miele, di cannella e di estratti di agrumi con i quali è tradizione condire le prime zeppole e i primi struffoli che ricordano l’approssimarsi del natale il cui periodo per gli amalfitani coincide con la festa di Sant’Andrea. Proprio come tutte le vigilie il pranzo è molto contenuto perché la sera dopo la partecipazione alla santa messa e al rito della manna e d’obbligo, oramai, ritrovarsi numerosi per la nottata, la quale, comprende in primo momento un’abbuffata esagerata di ogni bene e soprattutto sulle tavole non manca il piatto di broccoli soffritti con salsiccia. Al termine del cenone c’è chi impegna il tempo con una partita a carte tra amici e chi per meglio digerire preferisce una passeggiata al porto anche per ammirare le luci del natale che per la prima volta per l’annata risplendono per il paese. I più tenaci tirano fino alle prime luci dell’alba per partecipare alla prima messa della giornata di festa, non senza aver seguito le zampogne che per le viuzze e slarghi del paese offrono un dolce risveglio. Nel frattempo le vecchiette sfidano il sonno e il freddo inerpicandosi pregando per la scala Santa il tutto accompagnato di tanto in tanto dallo scoppio di un piccolo petardo adesso anche piacevole a differenza del passato quando si calcava un po’ la mano. Dimenticavo adesso la nottata siccome le comitive si sono accorpate e si raggiunge numeri di partecipanti eccessivi si svolge anche in qualche ristorante dove non mancheranno tammorre, fisarmoniche e strumenti di fortuna realizzati al momento. È proprio vero tra i miracoli da attribuire al Vecchierello c’è l’aggregazione del popolo che in occasione del Suo Patrocinio, pregando e mangiando dimentica e archivia antipatie e austerità nate nel corso dell’anno precedente. Tutto questo è la vigilia della festa patronale ad Amalfi».

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