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Addio ad Aldo Falivena, il “gigante” della Rai che amava Minori

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Addio ad Aldo Falivena, il “gigante” della Rai che amava Minori. Giornalista, scrittore, divulgatore e docente universitario. Una mente illuminata della cultura salernitana e non solo visto che è stato punto di riferimento di tutta Italia. Si tratta di Aldo Falivena che è scomparso ieri all’età di 93 anni. Ad annunciare la morte dell’ex direttore di Tv7 – ma anche inventore di trasmissioni di successo come “Ring” oltre che regista dell’evento mediatico che più ha lasciato il segno nella memoria degli italiani: lo sbarco sulla Luna – è stato il figlio Luca. Nato a Salerno, Falivena inizia a lavorare nella sua città per “Il Giornale di Napoli”, quindi la decisione di trasferirsi a Milano nel 1958 per lavorare al settimanale “Epoca”, diretto da Enzo Biagi. E proprio grazie a Biagi, che si era trasferito a Roma per dirigere il telegiornale, nel 1961 diventa caporedattore di “RT”, il primo rotocalco della Rai-Tv. In seguito, dal 1964 al 1966, nella televisione di Ettore Bernabei, è chiamato a dirigere Tv-7, il settimanale giornalistico di cronaca e costume della televisione pubblica. Da qui la grande escalation con una serie di programmi, da lui ideati e a volte condotti, che dal 1968 in poi gli danno notorietà. Si parte “Da

Faccia a faccia”, dove il pubblico è chiamato per la prima volta ad interagire in diretta con politici nazionali, a “Ring” nel 1976, nel quale su una poltrona girevole al centro dello studio televisivo siedono personaggi noti e nove giornalisti in circolo li puntano con rapide domande. In “Direttissima” nel 1977 sperimenta una sorta di giuria popolare, tutta al femminile, che ha il diritto di intervenire rivolgendo domande sia agli ospiti che al conduttore. Nel 1984 Biagio Agnes e Sergio Zavoli – direttore generale e presidente della Rai – lo chiamano a dirigere il “TV-Radiocorriere”, leader storico dell’informazione radiotelevisiva in Italia. Lasciata la Rai, nel 1995, è chiamato alla presidenza del Comitato Regionale per le Televisioni della Regione Lazio e, per cinque anni, segue i problemi e le interconnessioni dell’emittenza locale alla quale dedica una complessa indagine conoscitiva raccolta in un volume. Falivena però ha avuto sempre un legame particolare con la sua terra natìa e in particolare con la Costiera Amalfitana visto che era frequentatore assiduo di Minori dove incontrava i suoi amici Mario Carotenuto, Alfonso Gatto, Lello Shiavone e Bruno Fontana, tutti accolti da Carmine Ruocco. Falivena era attratto dalla minestra maritata, tanto da parlarne anche in un servizio di Rai 2 su Ravello. «Così come nel 1955 fece il dono, a noi della Costiera, – ricorda Sigismondo Nastri – di pubblicare ritratti, eseguiti in modo scherzoso dal pittore Ignazio Lucibello, sotto il titolo “I componenti la stampa amalfitana”».

Fonte La Città di Salerno

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