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A Procida Eco-Ricci gourmet!

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Il business incontrollato dei ricci di mare ha creato in questi anni un enorme problema ambientale, lo dicono gli studi: la specie rischia l’estinzione in poco tempo. Eppure, il richiamo dello spaghetto o dei crostini sembra davvero molto più forte. Le richieste non mancano, i prezzi hanno superato quello di ostriche e aragoste e il mercato è diventato clandestino. Pesca di frodo, vendita abusiva e nessuna registrazione degli esemplari finiti in rete.

Non tutte le specie di ricci sono commestibili, quelli utilizzabili in cucina appartengono alle poche specie ermafrodite. Tra questi nel  Mediterraneo troviamo i Paracentrotus lividus, riconoscibili dalle sfumature marroni, verdi e violacee dal diametro di circa 7cm.

L’assessore alla pesca del Comune di Procida, Antonio Carannante ha dichiarato che:

<< La pesca, come l’agricoltura, sono attività importanti per la nostra identità e la nostra economia. Per questo vanno supportate il più possibile. Ancor più quando nascono attività imprenditoriali innovative ed ecocompatibili>>.

Una di questa è della famiglia Trapanese, con Michele ed i suoi figli Chiara e Filippo.

Una delle prime attività in Italia, che si occupa dell’allevamento di ricci di mare. Un’attività che rappresenta una realtà importante per il futuro dell’isola di Procida, anche anche in termini di ricerca scientifica, grazie all’importante collaborazione con la stazione Anton Dhorn e dell’università Federico II di Napoli.

Si tratta di un vero laboratorio per la sperimentazione, la riproduzione e l’allevamento dei ricci con impianto in mare.

Una neo attività imprenditoriale giovane e rispettosa dell’ambiente, un buon segno per il futuro dell’isola, in termini di posti di lavoro rispettosi dell’ambiente.

Articolo inserito da Beta per Positanonews

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