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17 novembre Giornata del gatto nero: rispettiamoli ed amiamoli di più

Belli ed eleganti, affascinanti e fieri, amici fedeli degli esseri umani, i gatti neri continuano purtroppo a sopportare lo stigma di “portatrici di iella”.

L’associazione animalista Aida&A ha indetto per questo motivo, la “Giornata del gatto nero”, che si celebra il 17 novembre, proprio per sfatare i falsi miti che lo associano alla sfortuna, una brutta credenza che risale al Medioevo.

A quel tempo infatti, veniva associato spesso alle streghe, ma in realtà il timore di incontrare un gatto nero, derivava semplicemente dalla paura che potesse tagliare la strada ai cavalli, che per questo tendevano ad imbizzarrirsi ed a disarcionare il cavaliere.

Per il mimetismo esercitato nelle loro uscite notturne, vennero associati alla stregoneria ed al maligno, e scomunicati dalla chiesa che ne autorizzò persino l’uccisione.

Da tali credenze insensate, tutt’ora in Italia, Spagna e Stati Uniti, sono in molti a considerarli ancora portatori di sventure, ma al contrario in altri paesi più pragmatici, come in Inghilterra, Scozia e Giappone, sono da sempre molto amati, tanto da ritenere che incontrarli sia un buon auspicio.

In Egitto in tempi più arcaici invece, i gatti erano considerati animali sacri, indipendentemente dal colore del manto, infatti tra le loro divinità c’era Bastet, che veniva rappresentata proprio da un gatto nero.

Questa festa del 17 novembre è molto importante perché ha lo scopo di ridare dignità a questi splendidi felini, affinché anche da noi in Italia, le persone se ne prendano sempre più cura, dato che purtroppo risultano ancora oggi gli animali meno adottati.

Articolo di Beta per Positanonews

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