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Vietri sul Mare accoglie Don Aniello Russo e saluta Don Ciro

Vietri sul Mare accoglie Don Aniello Russo e saluta Don Ciro. «Caro don Nello le parrocchie di S. Maria delle Grazie e S. Margherita Vergine e Martire ti augurano ogni bene per il tuo nuovo servizio sacerdotale in mezzo a noi. Ti affidiamo all’intercessione della Beata Vergine Maria e di Santa Margherita, affinché possano accompagnare il tuo cammino che è anche il nostro cammino. Affidiamo alla Vergine e a Santa Margherita anche don Ciro, ringraziandolo per aver condiviso con noi anni di grazia. Auguri di vero cuore ad entrambi!». Con queste parole, affidate ai social, la Comunità Parrocchiale Albori – Raito ha accolto don Nello Russo e salutato il parroco uscente, don Ciro Giordano, destinato alla frazione di Passiano di Cava de’ Tirreni. Il tutto si è svolto ieri, domenica 10 ottobre, nel corso della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo mons. Orazio Soricelli.

La comunità parrocchiale ha lasciato in dono ai due parroci una coppia di gemelli. «Oggetto utile che completa il corredo dell’abito talare ma nello stesso tempo comodo perché lascia libero il movimento del polso e delle mani, lega, unisce a allo stesso tempo lascia liberi. Così ci auguriamo resti il legame con te caro don Ciro, così ci auguriamo intrecceremo il legame con te, caro don Nello, nostro pastore!», scrive la comunità.

Don Nello Russo torna così a svolgere servizio sacerdotale in Costa d’Amalfi dopo tre anni. In passato era già stato parroco di Cetara, Ravello e Positano, sua città natale. A Raito Don Nello ricoprirà l’incarico di amministratore parrocchiale.

Don Ciro saluta Vietri per abbracciare Cava de’ Tirreni, dove si è insediato lo scorso 7 settembre. «Caro don Ciro, – si legge sulla pagina Facebook della Comunità Parrocchiale Albori – Raito – gli anni sono trascorsi d’un soffio, hai percorso un tratto della tua vita insieme a noi e ti assicuriamo che il tuo passaggio, fra slanci e battute d’arresto, fra pregi e fragilità, lascerà indubbiamente un segno nel tempo. Ti sei fatto compagno di chi soffriva con l’empatia che ti appartiene. Ma con noi non hai solo pianto, abbiamo riso tanto insieme e condiviso momenti di fraternità, hai aperto le porte del tuo cuore a tutti, e hai letteralmente cucinato per noi nel gesto umano, caloroso ed ancestrale del nutrimento. Abbiamo ricevuto molto da te, soprattutto per la preziosa intensità delle tue omelie, che tu amavi definire la vera catechesi per un cristiano».

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