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Sorrento, la proposta del chimico Raffaele Attardi di un Manifesto per il Turismo in vista del G20

Sorrento. Il chimico Raffaele Attardi, con un post sulla sua pagina Facebook, rende noto: «Fra pochi giorni si terrà a Sorrento il G20 per il commercio e fra le problematiche trattate ci sarà certamente il Turismo. Come già preannunciato, credo sia opportuno predisporre un Manifesto per il Turismo, che dia voce a quelli che ritengono insostenibile l’attuale modello. Quella che ho predisposto è una bozza. Quelli che intendono partecipare alla stesura del documento finale sono invitati a proporre integrazioni e modifiche e sono invitati a contattarmi e a partecipare ad un incontro che si terrà domenica 10 ottobre, presso un luogo da definire. L’invito è rivolto a tutti perché la problematica riguarda anche le località che ancora non hanno avuto uno sviluppo turistico, ma che comunque sono coinvolte in questa problematica.

Manifesto per un turismo sostenibile. Una attività può essere definita sostenibile solo quando ci sia equilibrio fra ciò che prendiamo dalla Natura e ciò che restituiamo. Questa regola vale sia globalmente che localmente. E vale anche per il turismo. Il turismo come tutte le attività consuma risorse e produce inquinamento. Se facciamo un bilancio valutando quello che consuma il turismo, principalmente il nostro, dobbiamo ammettere che consuma energia, acqua, prodotti petroliferi, alimenti e bevande globalizzate, quasi sempre estranee ai luoghi dove si soggiorna. E cosa ancora più grave consuma anche il territorio, per la necessità di costruire strade, parcheggi e infrastrutture. E sottrae anche abitazioni ai residenti.

E quello che consuma sono in gran parte risorse non rinnovabili. Tutte le località turistiche finiscono così col diventare fragili e basta una crisi esterna per bloccarle.  Questo tipo di turismo inoltre produce moltissimi rifiuti, inquinamento atmosferico, rumore e quasi mai ricicla al suo interno gli scarti che producono.

In conclusione l’impatto ambientale dell’attuale modello di sviluppo del turismo è elevatissimo, sottrae in modo irreversibile risorse non solo al territorio, ma anche globalmente al contesto che ci circonda e alla Terra. Ha una sola giustificazione: produce denaro ma non sempre ricchezza. Denaro che però, come avviene sempre più di frequente ovunque, non viene utilizzato per riequilibrare le differenze e compensare ciò che si consuma, ma piuttosto si concentra in pochi posti e in poche mani, creando ulteriori squilibri.

Il G20 per il turismo dovrebbe perciò porsi come primo obiettivo promuovere delle scelte capaci di consumare meno, ridurre il consumo del territorio e utilizzare meglio ciò che il territorio ha, e ridurre le diseguaglianze. Bisogna per questo cambiare l’attuale modello di sviluppo. Ci sono scelte che vanno fatte e sostenute: favorire le lunghe permanenze e ridurre i flussi brevi, promuove un turismo rispettoso dell’ambiente, gli itinerari ambientali, la storia e la conoscenza dei luoghi, gli itinerari artistici, i prodotti tipici, valorizzare l’agricoltura e l’artigianato, l’ospitalità di qualità e non di massa. E bisogna promuovere corridoi e distretti turistici, per fare in modo che le persone non vadano tutte insieme nello stesso posto, mettendo così i presupposti per un riequilibrio e ponendo contemporaneamente freno alla crescita disordinata dei grandi attrattori turistici.

L’interesse per questo tipo di turismo c’è già, cresce di anno in anno ed è sostenuto da persone appassionate e professionali. Produce già ricchezza e occupazione diffusa e valorizza già il territorio.  Basta poco per incentivarlo. Quello che non bisogna fare è incentivare e sostenere l’altro turismo, quello del mordi e fuggi, dei fast food, delle cerimonie sfarzose che durano un giorno, dei grandi eventi, delle meganavi da crociera. E bisogna frenare dei grandi attrattori turistici che stanno perdendo ovunque la loro identità per diventare sempre più simili ad hub o ad un autogrill. E bisogna mettere un freno ai grandi eventi che bruciano in poche ore enormi risorse, senza produrre miglioramenti strutturali e che espongono come effetto collaterale al rischio di gravi fenomeni corruttivi. La gravità del momento che stiamo attraversando richiede scelte coraggiose.

Ci rivolgiamo con fiducia a voi senza pregiudizi, augurandoci che il G20 per il turismo sia l’occasione per riflettere su questi temi e trovare soluzioni di sistema, capaci cioè di dare risposte anche in termini organizzativi e di risorse, in particolare nel settore dei trasporti pubblici, capaci di superare l’insostenibilità del modello oggi esistente.

Le persone interessate a proporre in occasione del G20 sul commercio, il Manifesto per il Turismo sostenibile sono invitate ad un incontro a Via S, Paolo 28 Sorrento, domenica 10 ottobre alle ore 11,30.

Successivamente il Manifesto sarà pubblicato su Change org, aprendo una sottoscrizione pubblica da inviare a Governanti e Amministratori Locali. All’atto della sottoscrizione ciascuno potrà inserire integrazioni e commenti. Non sono previste manifestazioni pubbliche, né alcuna azione a seguire.

Per evitare che qualcuno possa rimanere deluso voglio precisare lo scopo di questa mia iniziativa. Io non intendo esasperare le polemiche che già abbondano, né proporre improbabili alternative amministrative, ma piuttosto vorrei che si sviluppasse una riflessione coinvolgente su come sia distruttivo l’attuale modello di sviluppo tutto basato sulla ricerca del denaro, del potere e dell’autoreferenziazione.

La mia missione è far crescere una visione che metta al centro la Terra e gli obblighi che abbiamo verso l’intera Rete della Vita. Dobbiamo sentire l’obbligo di rispettare gli equilibri naturali. Gli obblighi a cui mi riferisco non devono essere una imposizione che arriva dall’esterno, ma devono nascere da una convinzione interiore, sono perciò un atto d’Amore e quindi la vera fonte della Giustizia.

Per ogni ulteriore informazione su come partecipare al lancio di questo Manifesto non esitate a contattarmi».

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