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Salerno, attesa la decisione del riesame per Savastano e Caselli

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Salerno, attesa la decisione del riesame per Savastano e Caselli , questione di ore  la decisione del Tribunale del Riesame di Salerno sui ricorsi presentati dai legali di alcuni dei destinatari di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati al Comune di Salerno. Cecchino Cacciatore, avvocato del consigliere regionale Nino Savastano (ai domiciliari e assente in aula) ha discusso per oltre due ore una memoria difensiva di 150 pagine. Ha respinto le accuse anche Luca Caselli (ai domiciliari), dirigente del settore Ambiente del Comune di Salerno che ha reso ampie dichiarazioni spontanee.

La questione giudiziaria

Assistito dall’avvocato Marco Salerno, che ha depositato una memoria di 40 pagine più allegati, l’ingegnere ha chiarito diversi aspetti, rispondendo punto su punto alle imputazioni che gli vengono addebitate. Innanzitutto Caselli ha chiarito il suo ruolo, spiegando di non aver mai subito pressioni e di non essere in contatto ne’ con il consigliere regionale Nino Savastano ne’ con altri personaggi coinvolti nell’inchiesta. Il dirigente, inoltre, ha precisato che al suo arrivo in Comune è stato il primo a predisporre gare aperte per le cooperative. Nel corso delle dichiarazioni rese ha spiegato anche di aver avuto delle interlocuzioni con l’Anac sulla materia e ha provato a spiegare il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche. A Luca Caselli, infatti, la Procura di Salerno contesta il reato di turbativa d’asta. Nel corso dell’udienza sono state discusse anche le posizioni dei presidenti delle cooperative sociali (per loro era stato disposto il divieto di dimora) che, attraverso i propri legali, hanno spiegato di essere sempre stati autonomi nella gestione e di non aver commesso alcun illecito. Tra stasera e domani è attesa la pronuncia da parte del Tribunale del Riesame di Salerno. Nella giornata di ieri, invece, erano stati concessi i domiciliari a Fiorenzo Zoccola, ritenuto il ras delle cooperative sociali, e per il quale è stata accolta l’istanza del suo legale che aveva chiesto una misura meno afflittiva rispetto al carcere.

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