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Reddito di cittadinanza: datori di lavoro in difficoltà, non trovano dipendenti

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Reddito di cittadinanza: datori di lavoro non trovano dipendenti.

La questione riguardo il “Reddito di cittadinanza” si è sicuramente ed ampiamente discussa e trattata. Non si può negare come e quanto questo provvedimento sia stato efficiente ed essenziale ad aiutare numerose persone che si sono trovate in tristi difficoltà. Ogni aiuto e sostengo è ben accetto ed ampiamente condiviso, ma purtroppo, ci troviamo sempre di fronte a chi, dei sostegni, ne approfitta e, invece di tentare di elevare la propria posizione, utilizza il denaro ricevuto come unica e forte forma di mantenimento, per sé o addirittura per l’intera famiglia. Potrebbero essere discutibili, a questo punto, le troppe opportunità che si concedono a chi percepisce il reddito: tre offerte lavorative prima che esso venga revocato. Ad oggi ciò che è certo è che, con la ripresa delle attività e dell’economia, servono dipendenti, molte attività, aziende, industrie, sembrano aver ripreso la ricerca di personale e mettono alla luce offerte di lavoro, per le quali però, dicono di non riuscire a trovare nessuno interessato. Si muove una giusta protesta da parte di chi vorrebbe investire nel personale che gli occorre, ma che si ritrova senza candidati affermando che “a causa del Reddito a nessuno pare convenire lavorare seriamente”. Abbiamo precedentemente sottolineato quanto questo ausilio sia stato giusto e necessario, ma purtroppo, in alcuni casi, ha anche generato una sorta di assopimento, non delle persone che erano realmente in difficoltà, ma di coloro che sono riusciti ad ottenere il convalidamento della propria domanda per il Reddito di cittadinanza, creando così due scenari: un primo scenario all’interno del quale, per alcuni potrebbe risultare comodo percepire denaro senza dover attuare alcuno sforzo, fisico o mentale, dedicandosi al lavoro; il secondo scenario invece, vede l’evolversi del lavoro “a nero”, alimentato proprio dalla riscossione del reddito, ma che si è sempre svolto ed ha sempre costituito un indice di grande degrado. Il pensiero che si evolve è quello di poter svolgere lavoro a nero, che già si svolgeva precedentemente o che si è trovato nel mentre, continuando allo stesso tempo a percepire l’ausilio economico, scongiurando certamente qualsiasi controllo e le telefonate per le offerte lavorative con contratti a norma.

Ecco dove nasce il neo del “Reddito di cittadinanza”, da chi lo utilizza furbescamente, come una doppia entrata ufficiale, da affiancare ad uno stipendio non dichiarato o per qualche lavoro saltuario sostanzioso, rischiando così di generare un contesto in cui, a causa della furbizia di costoro, potrebbe essere negato il sostentamento a chi ne ha una reale necessità o a chi si impegna ad evolvere la propria situazione lavorativa-economica.

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