Quantcast

Positano, una festa sulla spiaggia per dire addio a Fernanda

Più informazioni su

Positano , Costiera amalfitana «Ora asciughiamo le lacrime perché è tempo di sorridere. Perché questa morte non può morire». Così dall’altare una delle amiche di famiglia ha invitato tutti ad abbandonare la tristezza e accompagnare col sorriso, per l’ultima volta, la giovane Fernanda, la sfortunata diciassettenne di Positano uccisa nel terribile incidente stradale di giovedì mattina. E per lei, i genitori Franco e Sonia con i fratelli Maria Dolores e Salvatore, hanno voluto che il giorno del rito funebre non fosse il giorno dell’ultimo saluto. Ma quello dell’ultima festa sulla terra di Fernanda. E così a sorpresa, mentre i fattorini dell’impresa funebre si avviavano a far uscire dalla chiesa madre dell’Assunta le decine di composizioni floreali poste a contorno della bara bianca ai piedi dell’altare, è arrivato l’annuncio di una festa. Sulla spiaggia. «Sonia e Franco hanno organizzato un piccolo rinfresco sulla spiaggia, dove siete tutti invitati perché questa è l’ultima festa sulla terra di Fernanda. E loro questo giorno lo vogliono vivere così».
LA FOLLA
Ad attendere il feretro di Fernanda all’uscita dalla chiesa madre c’erano gruppi di amici e di conoscenti. Tanti giovani con palloncini colorati che hanno lasciato volare in cielo non appena la bara bianca ha varcato la soglia della basilica di Positano. E poi un lungo applauso, l’ennesimo, dopo quello scrosciato in chiesa dalle persone presenti. Poche, per effetto della normativa anti covid, e tutte tra i banchi nel rispetto delle regole sul distanziamento. «Fernanda era la gioia di vivere, era la voglia di libertà. Era la voglia di avere sempre il sorriso stampato sul volto. Perciò questa morte non deve morire, ma deve rinascere nelle nostre vite. Affinché Fernanda continui a vivere nella nostra vita. Nella vita di ciascuno di noi. Che i suoi sogni siano i nostri sogni, Che la luce dei suoi occhi sia la luce dei nostri occhi. E che la gioia di vivere che Fernanda che nella sua giovane vita ci ha dimostrato sia forza ma anche coraggio per la nostra vita» è stato detto dall’altare al termine della funzione religiosa officiata in forma ridotta da don Raffaele Celentano, il parroco della chiesa di Montepertuso (la frazione alta di Positano dove Fernanda viveva con la sua famiglia) e concelebrata con il decano don Giulio Caldiero e il giovane parroco della chiesa madre don Danilo Mansi.
LA COREOGRAFIA
Una festa, dunque, per Fernanda più che un addio. E che quest’ultimo saluto non sarebbe stato solo accompagnato da lacrime, ma soprattutto da sorrisi, si è intuito già sabato quando la famiglia ha chiesto a tutti di indossare abiti colorati. E così è stato. All’uscita dalla chiesa il colore dei palloncini, misti ai giubbini, alle maglie e alle felpe di chi ha atteso il feretro sul piazzale, si è formato un ideale arcobaleno che ha avvolto d’affetto la sfortunata 17enne morta nel terribile impatto alle porte di Positano mentre con il suo scooter stava per raggiungere la sua scuola a Sorrento, il liceo scientifico Salvemini che ieri era a Positano con una sua rappresentanza dopo la fiaccolata organizzata sabato tra le principali strade della città capofila della Penisola. Il feretro di Fernanda è stato atteso da decine di persone al suo arrivo a Positano poco prima del rito funebre. Proveniente dalla morgue del Ruggi di Salerno la bara bianca ha attraversato l’intero centro cittadino giungendo in chiesa qualche minuto prima delle 15. E subito dopo il rito funebre ha preso la strada del cimitero monumentale di Positano. Quel luogo suggestivo che si affaccia sul mare. Il mare che la ragazza amava solcare con un lanzino in legno. E a ricordare a tutti quella sua passione una foto posta sulla bara bianca che la ritraeva mentre era alla guida della barchetta a motore. Da lassù Fernanda ha assistito alla sua ultima festa. Quella che inaugura il giorno della «resurrezione e della vita eterna». Mario Amodio, Il Mattino

Più informazioni su

Commenti

Translate »