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Positano, la disperazione dell’infermiere del 118 che ha soccorso Fernanda

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Positano, la disperazione dell’infermiere del 118 che ha soccorso Fernanda nel post di Andrea Villaricca

Stasera mi sono incontrato con un infermiere del 118,stasera, come sempre accade allo smonto di uno dei due, ci siamo visti per caffè e un minuto di comunione Fraterna. Si credetemi la parola Fraterna è la più indicata, perché noi del 118 conviviamo 3 anche 4 giorni a settimana in uno spazio ristretto, condividiamo il pane, la branda e gioie e dolori sia lavorativi che privati. Oggi ho visto un mio fratello infermiere con la delusione e lo sconforto negli occhi, quest’ infermeriere e’ quello che oggi si è trovato una ragazza di 17 anni distesa sul freddo e sporco asfalto priva di vita, quell’infermeriere è quello che ha provato di tutto per riniamarla, ma con immenso dolore i suoi sforzi sono stati vani. Quell’infermeriere oggi era diverso dal solito, la sua esuberanza e la sua giocosita’ sono morti su quell’asfalto insieme a quella ragazza che poteva essere sua figlia, mia figlia, la figlia di tutti noi. È vero noi del 118 siamo quasi abituati a convivere con le sofferenze e con la morte che continuano a segnarci e ci portiamo dentro sempre, ma una morte così violenta, una morte così ingiusta, una morte che ha spezzata le ali e i sogni di una giovane esistenza, ci turbano, ci intristiscono, ci rimangono dentro al punto di farci pensare di abbandonare il nostro compito. Quell’infermeriere stasera tornato a casa ha abbracciato più forte di sempre le proprie figlie, ma il suo pensiero in quel momento era con i genitori di quella ragazza che è stata strappata alla vita, era con quei genitori a cui oggi è stato tolto il senso della vita. Come operatori possiamo sentirci sempre fieri del nostro operato e a posto con la nostra coscienza, la stessa che però sotto vesti di uomo, fin quando per qualsiasi motivo, ci costringe ad assistere e vivere drammi del genere non potrà mai essere in pace. Buon viaggio giovane Angelo, veglia su di noi e su quanti piangeranno la tua assenza. Unisciti a agli altri angeli del paradiso e anche da lì fai sentire il tuo abbraccio ai tuoi cari. Ciao Fernanda.

LA MORTE NON E’ NIENTE * (Poesia di Sant’Agostino)

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come se fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(Sant’Agostino)

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