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Positano in Blue, il grande jazz ha trovato casa a Positano foto

La Città verticale non poteva che essere blue, ma nell’interpretazione più bella che fa l’arte di questo colore, penso all’inarrivabile creazione di Yves Klein, è la considerazione che faccio quando Alessandro Florio annuncia dal microfono in Piazza Flavio Gioia, a metà concerto, che di lì a poco lui stesso (chitarra), Giampaolo Laurentaci (contrabasso), Marco Valeri (batteria) e l’ospite d’onore Fabrizio Bosso (quasi superfluo specificare, tromba) avrebbero eseguito un brano composto e dedicato esclusivamente a Positano dal titolo emblematico: “Positano in Blue”. Il pubblico, numeroso e composto, segue incantato la performance dei musicisti, chitarra e tromba permettono all’esecutore di un brano più di altri strumenti musicali molta espressività e in questo Florio e Bosso sono fantastici. Al contrario che in “Back to the Blue Coast”, sempre di Florio, “Positano in Blue” è attraversato da un sound meno Mediterraneo, l’approccio ritmico introdotto da Laurentaci e Valeri è alla maniera americana di intendere il beat, la classe dei tre è quella stessa mostrata in “Lo Zio del Mare” ma con loro non c’è Ernesto Aurignac, a soffiare l’anima nel proprio strumento a fiato c’è il Maestro, Fabrizio Bosso, il trombettista torinese non suona: dipinge un “monochrome bleu” citando ancora il pittore francese Yves Klein e offre una performance che esalta l’ascoltatore, come quando in carriera ha omaggiato Miles Davis in “Black Spirit”. Se non fosse per l’aria fredda che costringe Bosso a suonare con una sciarpa al collo e gli spettatori a coprirsi, l’atmosfera potrebbe essere quella di un elegante jazz club, tipo il “Blue Note” di Milano, volendo continuare a giocare con questo colore. Questa splendida serata di jazz ha un nome e un cognome, Giuseppe Guida, Sindaco di Positano, appassionato di jazz, che ha voluto realizzare quest’incontro, prodromo ad un progetto musicale che vedrà la Perla della Costiera sempre più impegnata nella promozione di eventi musicali di altissimo valore, non a caso sempre ieri il Primo cittadino ha premiato Fabrizio Bosso, che è considerato uno dei migliori trombettisti jazz a livello internazionale e ricordare solo l’estro creativo che mette nei suoi mitici assoli sarebbe riduttivo, penso invece, per citare a memoria, allo swing che ha creato per Dizzy’s Blues o all’intensità delle ballads in Misty o al lirismo presente in The Nearness of you. La serata jazzistica si è conclusa con la voce suadente della vocalist e compositrice Laura Taglialatela, che ha duettato splendidamente più volte con Fabrizio Bosso. Ma per gli appassionati di jazz le sorprese non finiscono qui perché stasera, sempre sul sagrato della Chiesa Madre alle ore 19:30 l’appuntamento è con Mario Romano (Quartieri Jazz Orkestrine), jazzista napoletano che è riuscito a fondere l’anima manouche del grande Django Reinhardt con quella partenopea, un’altra eccellenza del panorama musicale italiano, con lui ci saranno: Alessandro De Carolis (flauti), Alberto Santaniello (chitarra classica), Luigi Esposito (piano), Ciro Imperato (basso) e Emiliano Barrella (batteria).
di Luigi De Rosa

Generico ottobre 2021
(Alessandro Florio, Laura Taglialatela, Fabrizio Bosso, Giampaolo Laurentaci e Marco Valeri)

 

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